ALBA – Il 1° ottobre ha segnato il via ufficiale alla stagione del tartufo bianco d’Alba, celebrato con un evento al Teatro Sociale promosso dall’Ente Fiera insieme al Comune e al festival “Profondo Umano”. La serata è passata dai versi della poetessa Tiziana Cera Rosco fino al countdown verso la mezzanotte guidato da Dj La Pina, accogliendo sul palco rappresentanti delle istituzioni, sponsor e fondazioni. Nonostante il clima festoso, l’evento ha finito per mettere in secondo piano il vero protagonista: da parte degli organizzatori è mancata un’analisi concreta sulla stagione 2026 e sulle prospettive di mercato.
A far emergere le reali preoccupazioni sono stati invece i cercatori presenti in sala insieme ai loro cani. Il quadro tracciato dai trifolau è tutt’altro che rassicurante: il forte caldo e la prolungata siccità minacciano gravemente lo sviluppo del fungo ipogeo, che richiede al contrario terreni umidi e climi rigidi. Agostino Aprile, presidente dell’Unione delle Associazioni Trifolau Piemontesi, ha ammesso che le aspettative sono basse e che solo un miracolo della natura potrà salvare la raccolta. Un auspicio su cui pesa il monito di Antonio De Giacomi, guida del Centro Nazionale Studi Tartufo, che ha evidenziato come i cambiamenti climatici stiano rendendo questi miracoli sempre più rari, rendendo urgenti la tutela dei boschi e la riforestazione. La serata si è infine conclusa in piazza Duomo con un brindisi anticipato a base di Alta Langa Docg, permettendo ai cercatori di inoltrarsi subito nella notte alla cerca della prima trifola.
Fonte: ilcorriere.net


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