ROMA – Per gli appassionati di foie gras l’indirizzo da non perdere è – a sorpresa – in Cina . Lo stesso, peraltro, a cui citofonare per gustare del caviale e dei tartufi a 5 stelle . Non a caso molti chef europei, si stanno trasferendosi nel nord-est della Cina. L’obiettivo? Cercare di perfezionare quei sapori irresistibili. Il Wall Street Journal racconta come, secondo un recente rapporto della società statale cinese China International Capital , i produttori cinesi rappresentano ora il 45% dell’offerta globale di foie gras, pari a 11.000 tonnellate all’anno. La frenesia per il foie gras è nata da un’iniziativa di Pechino, attivissima nel trovare industrie sostenibili per i villaggi rurali rimasti esclusi dopo l’esodo di massa dei lavoratori verso le città. Ad oggi i produttori sono concentrati nelle province orientali di Shandong e Anhui, dove gli allevatori producono migliaia di tonnellate di foie gras alimentando forzatamente anatre e oche per ingrossare i loro fegati. Il fegato viene poi estratto e trattato prima di essere servito, magari scottato in padella o spalmato freddo sul pane.
Ma il foise gras non è il solo settore degli alimenti considerati di pregio che appassiona il Dragone. Anzi. Le aziende cinesi stanno ottenendo successi anche per altre prelibatezze che appassionano i milionari locali (e non solo) come il caviale e i tartufi . Le esportazioni di tartufi cinesi sono più che triplicate dal 2022, mentre la filiera del caviale, un tempo guidata da Iran e Russia, è ora dominata dalla Cina. Si tratta di una vera rivoluzione visto che, per decenni, i prodotti made in Cina sono stati considerati di scarsa qualità e associati a una fascia di mercato piuttosto grossolano. Grazie all’utilizzo di allevamenti di storioni su scala industriale, per la raccolta di centinaia di tonnellate di pesci, le aziende cinesi produttrici di caviale hanno rappresentato il 40% delle esportazioni globali nel 2025, secondo i dati dell ‘International Trade Centre. Un esempio per tutti? L’azienda che vende caviale con il marchio Kaluga Queen è oggi considerata il più grande produttore di caviale al mondo. Mentre la compagnia Hangzhou Qiandaohu Xubìniong Sci-tech, ha raccolto più di 150 milioni di dollari con un’offerta pubblica a Hong Kong a giugno e vende la maggior parte del suo caviale al di fuori della Cina.
Al di fuori della Cina, la vendita di foie gras cinese è per ora limitata ad alcuni piccoli mercati. Tuttavia, alcuni esperti del settore prevedono che il foie gras seguirà il consueto schema in cui gli esportatori cinesi, affinati dalla forte concorrenza interna, offrono prezzi inferiori rispetto ai concorrenti globali.
L’ Unione Europea si sta però preparando all’attacco cinese . E quest’anno, l’UE ha rafforzato le normative sull’etichettatura del foie gras. Le norme impediscono ai produttori stranieri di cercare di far sembrare autentico il loro foie gras utilizzando espressioni come ” in stile Périgord “. Alexandre Léon, presidente dell’associazione dei produttori di foie gras del Périgord, ha spiegaro al WSJ che se dovessero arrivare le importazioni cinesi, i clienti potrebbero inizialmente esitare per amor di patria, ma alla fine il costo minore potrebbe creare seri problemi ai prodotti made in Francia. Ogni caviale ha un prezzo.
Fonte: repubblica.it


Lascia un commento