Un viaggio tra storia, tradizioni e cultura del tartufo che unisce il Piemonte del Settecento a quello di oggi. Venerdì 13 novembre alle ore 18 , nella sala conferenze di Palazzo Banca d’Alba , sarà presentato il volume “Il Piemonte dei tartufi nel 1776 e 250 anni dopo” , pubblicato da Araba Fenice e promosso dall’Associazione Culturale Giulio Parusso.
Il libro nasce dalla riscoperta di un’opera del 1776 del professore torinese Giovanni Bernardo Vigo , autore di uno dei più antichi testi dedicati al mondo del tartufo. Proprio in quel volume compariva quella che viene considerata la più antica immagine conosciuta di un trifulao accompagnato dal proprio cane durante la cerca del prezioso fungo ipogeo.
A distanza di due secoli e mezzo, un gruppo di studiosi ed esperti ha ripreso e approfondito quell’opera, confrontando le conoscenze dell’epoca con quelle attuali. Il risultato è un libro che affronta temi ancora oggi centrali nella cultura del tartufo: la cerca, i cani addestrati, il rapporto con il territorio, le caratteristiche degli ambienti naturali e il valore gastronomico di quello che un tempo veniva definito “l’odoroso frutto”.
Durante la presentazione interverranno alcuni degli autori dei saggi raccolti nel volume, tra cui rappresentanti del mondo della ricerca, della cultura e della divulgazione legata al tartufo. Le conclusioni saranno affidate a Antonio Degiacomi , presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo, a Igor Boni dell’IPLA e a Pier Paolo Mussa , già docente dell’Università di Torino.
Ad arricchire l’incontro sarà anche la partecipazione dell’attore Paolo Tibaldi , che proporrà la lettura di alcuni brani tratti dal testo settecentesco.
L’ingresso è libero e il volume sarà disponibile per l’acquisto durante la serata e successivamente nelle librerie di Alba. La pubblicazione è stata realizzata con il sostegno della Fondazione Banca d’Alba .
Fonte: ideawebtv.it


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