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Acqualagna, la prima tartufaia di bianco pregiato al mondo: nel 2033 potrà iniziare la raccolta

ACQUALAGNA – Tra otto anni, nel 2033 ad Acqualagna il tartufo bianco si raccoglierà nelle tartufaie coltivate. E questa mattina, primo marzo, il Comune di Acqualagna ha inaugurato la prima tartufaia coltivata di tartufo bianco della specie più pregiata Tuber Magnatum Pico. L’operazione è il frutto di un accordo con l’Associazione Nazionale Conduttori Tartufaie (Anct) guidata dal presidente Sabatino Di Giamberardino e in collaborazione con l’Amap – Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca della Regione Marche.

Il terreno, di proprietà del Comune, della misura di circa un ettaro, si trova in località Pianacce, in una zona simbolo del territorio, a pochi chilometri dalla prima tartufaia di nero pregiato impiantata nel lontano 1932 in zona Pietralata, che costituiva il primo esempio in Italia, e nelle vicinanze del sito storico e culturale dell’Abbazia di San Vincenzo al Furlo, nei pressi dello splendido scenario della Riserva Naturale Statale.

L’Associazione nazionale Conduttori Tartufaie si è occupata di preparare il terreno adibito alla coltivazione delle prime piantine, un pioppio bianco della famiglia delle Salicacee, in collaborazione con Amap regionale.

«Si tratta del primo esperimento a livello mondiale se tralasciamo le innumerevoli prove di laboratorio, questa infatti è la prima e unica prova sul campo. In un ettaro di terreno – spiega il presidente Anct Sabatino Di Giamberardino – riusciremo a coltivare circa 450 piantine. Sappiamo bene che non tutte daranno i loro frutti ma se ipotizziamo il valore economico generato dalla resa di sole 100 piante, per una quantità di 20 chili totali di tartufo bianco, ci aggiriamo intorno a una cifra ipotetica di 100 mila euro, secondo la Borsa del 2024. Apprezziamo il virtuosismo del comune e che venga valorizzato il lavoro della nostra associazione. Promuoviamo il ricambio generazionale e l’insediamento dei giovani in agricoltura in territori che sono particolarmente vocati ma spesso abbandonati per mancanza di occupazione. Il tartufo può rappresentare un ottimo stimolo per i futuri agricoltori».

A tagliare il nastro inaugurale e a mettera a dimora le prime piantine insieme al sindaco Grassi e a Di Giamberardnino di Anct sono stati l’assessore regionale all’Agricoltura Andrea Maria Antonini, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Mirco Carloni, il consigliere regionale Giacomo Rossi e il presidente Amap, Marco Rotoni.

Fonte: corriereadriatico.it


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