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Istria, amore mio: è tempo di tartufi – Di Giuseppe Casagrande

Tra settembre e ottobre la contea croata offre il volto più gourmand con i suoi sapori: il vino, l’olio, le grappe, il pregiato tartufo bianco, il prosciutto, la birra

Il Tuber magnatum Pico, il tartufo bianco pregiato dell’Istria.

Amo l’Istria da una vita. E posso dirlo, alla soglia degli 80 anni, avendola frequentata dapprima come turista, poi come giornalista e infine come cittadino onorario collaborando con le istituzioni e le comunità degli italiani nell’organizzazione di numerosi eventi legati soprattutto alla valorizzazione del settore agroalimentare e alla promozione dell’ospitalità alberghiera. Ecco perchè ho titolato «Istria, amore mio» presentando ai miei 25 lettori di manzoniana memoria quella che considero la stagione più bella per visitarla: l’autunno. Stagione ideale per scoprire il volto gourmand dei borghi dell’entroterra che tornano protagonisti del territorio con i vini (che non hanno nulla da invidiare alle più blasonate etichette internazionali), l’olio extravergine d’oliva (tra i migliori al mondo), le grappe, i distillati, le birre artigianali, il prosciutto e soprattutto Sua Maestà il Tuber magnatum Pico, il tartufo bianco pregiato. In questo periodo la contea croata propone un calendario di eventi e appuntamenti che raccontano la ricchezza dell’enogastronomia, delle tradizioni e dei prodotti artigianali per un’esperienza che merita il viaggio. I cani addestrati per la raccolta del tartufo bianco pregiato istriano nella valle del fiume Mirna (Quieto). Sua Maestà il tartufo bianco pregiato e la foresta di Montona Al vertice della piramide dei prodotti d’eccellenza dell’Istria primeggia come protagonista assoluto Sua Maestà il tartufo bianco, il prodotto sicuramente più rappresentativo dell’entroterra. La sua presenza è legata ad un ambiente particolarmente favorevole: boschi ombreggiati, corsi d’acqua e terreni argillosi, fertili e ricchi di umidità. L’area più vocata è il triangolo compreso tra Buje (Buie), Buzet (Pinguente) e Pazin (Pisino), con una concentrazione significativa lungo il fiume Mirna (o Quieto). Al centro di questo territorio si trova la località Livade ai piedi del pittoresco borgo medievale fortificato che domina la valle: Motovun (Montona). La gigantesca frittata al tartufo d’Istria realizzata a Buzet (Pinguente) con 2.026 uova. Sabato 12 settembre a Buzet (Piguente) la gigantesca frittata al tartufo La stagione del tartufo si apre a Buzet (Pinguente), dove sabato 12 e domenica 13 settembre va in scena Subotina e Subotina. Il momento più atteso è la giornata di sabato con la preparazione della gigantesca frittata al tartufo, la «fritoda», realizzata con 2.026 uova in una padella di 2,5 metri di diametro. Accanto alla proposta gastronomica, il centro storico sarà animato da intrattenimenti musicali, dimostrazioni di mestieri tradizionali e stand gastronomici. La domenica, con «Subotina all’antica», il centro storico di Pinguente si trasforma in un viaggio nel passato: le vie e le piazze tornano all’atmosfera tra XIX e XX secolo, con costumi popolari, abiti rurali e cittadini, strumenti musicali istriani e le cosiddette etno-strade dei vecchi mestieri, lungo le quali artigiani e figuranti riportano in scena attività tradizionali come falegnami, bottai, calzolai, sarti, cestai, tessitori, venditori d’olio e farmacisti. Il tartufo bianco entrato da Guinness dei primati (un chilo e 310 grammi) trovato in Istria da Giancarlo Zigante il 2 novembre 1999. Il prosciutto «violino», figlio di un’antica tradizione artigianale Tra i prodotti più rappresentativi della gastronomia istriana un posto di primo piano spetta anche al prosciutto, considerato uno dei simboli della tavola locale. Gli istriani lo chiamano «vijulin», violino, per la forma e per il valore di nobiltà attribuito a questo prodotto, legato a regole tradizionali di lavorazione e stagionatura. Dal 16 al 18 ottobre 2026, Tinjan (Antignana) ospita la Fiera internazionale del prosciutto ISAP, appuntamento dedicato al prosciutto istriano e alle eccellenze della norcineria. L’evento riunisce produttori, degustazioni e momenti di approfondimento, confermando il ruolo di Tinjan come uno dei luoghi di riferimento per questo prodotto. L’enogastronomo Maurizio Potocnik con Emanuele e Michela Scarello a Rovigno, Ristorante Agli Amici, due stelle Michelin. Grappe, distillati (dalla biska alla ruda) e un liquorino: il Teranino Il racconto dei sapori istriani passa anche attraverso distillati, grappe e liquori tradizionali, profondamente legati alle erbe, ai frutti e ai prodotti del territorio. Tra le grappe più rappresentative ricordiamo la biska, preparata con vischio ed erbe aromatiche e originaria di Hum (Colmo), la ruda, ottenuta dalla ruta e riconoscibile per il caratteristico colore verde, e la medica, grappa al miele dal gusto morbido e dolce. A queste si aggiungono liquori alla frutta, come quelli a base di carruba, amarena o fico, e interpretazioni più contemporanee legate ai prodotti simbolo dell’Istria, come tartufi, olive e soprattutto il Teranino, liquore ottenuto dal Teran, storico vino rosso della penisola istriana. Questa tradizione distillatoria racconta un aspetto meno noto, ma molto radicato della cultura gastronomica istriana, dove ciò che cresce nella terra può diventare ingrediente, aroma o memoria da conservare e poi centellinare in un bicchiere. Il vignaiolo Moreno Degrassi con una carrellata dei suoi vini. Il successo del Gin: botaniche locali, aromi e profumi mediterranei Accanto alle grappe tradizionali, negli ultimi anni l’Istria ha sperimentato con successo anche la produzione del gin, frutto di un lavoro sempre più attento su botaniche locali, profumi mediterranei e ricerca artigianale. A questo mondo è dedicato GinIstra, festival in programma a Rovinj (Rovigno) il 23 e 24 ottobre 2026. L’evento propone un viaggio tra sapori, profumi, degustazioni e mixology che racconta un prodotto di alta qualità capace di unire storia, cultura e innovazione. GinIstra diventa così un’occasione per scoprire un volto più contemporaneo dell’Istria gastronomica, dove la tradizione delle erbe e delle piante aromatiche incontra nuove interpretazioni e produzioni locali. Aleksandra Mate Vekic, la rgina dell’olio istriano, con il giornalista Giuseppe Casagrande. Il boom della birra artigianale istriana, degustazioni ed eventi Tra le produzioni più dinamiche della penisola si inserisce anche la birra artigianale. Nata in modo graduale, la scena craft istriana si è sviluppata negli ultimi anni grazie a piccoli birrifici indipendenti che lavorano su stili diversi, dalle IPA alle Lager, dalle Pale ale alle Stout. Accanto agli ingredienti tradizionali, come malto d’orzo, luppolo, lievito e acqua, alcune produzioni sperimentano aromi e ingredienti capaci di richiamare il territorio: spezie, caffè, cioccolato e persino tartufo. Un settore in crescita, sostenuto anche da eventi locali e degustazioni che permettono di scoprire in un’unica esperienza diverse etichette artigianali istriane. Il prosciutto violino, altra specialità gastronomica istriana. L’eccellenza dei vini: a Buie la 120ª edizione della Festa dell’Uva L’autunno istriano è naturalmente anche la stagione del vino, della vendemmia e della convivialità. L’eccellenza delle produzioni vitivinicole (dalla Malvasia istriana al Terrano, dal Moscato di Momiano al Moscato rosa, per non parlare del Savignon blanc, del Cabernet e del Merlot) ormai è certificata anche in campo internazionale. A Buje (Buie), dal 18 al 20 settembre 2026, torna la Festa dell’uva, una celebrazione storica che da oltre un secolo porta nel centro della città profumi, tradizioni e atmosfere legate alla cultura vitivinicola locale. La 120ª edizione trasformerà il centro storico di Buie in un palcoscenico diffuso di musica, sapori e momenti di festa, confermando il legame profondo tra la comunità e il lavoro della terra. Scampagnate enogastronomiche nei villaggi e negli antichi borghi dell’entroterra istriano. A Cittanova passeggiata gastronomica tra natura, mare e sapori locali L’Istria in autunno si può apprezzare non solo nelle località dell’entroterra, ma anche lungo la costa. A Novigrad (Cittanova), il 26 settembre 2026, ad esempio «Wine & Walk by the Sea» propone una passeggiata enogastronomica tra natura, mare e sapori locali. L’evento invita a scoprire le specialità gastronomiche e vitivinicole dell’Istria nordoccidentale attraverso un percorso all’aria aperta, tra degustazioni di vini locali, specialità istriane e scorci sul mare e sul centro storico di Cittanova. I colori dell’autunno a Montona (Motovun), l’antico borgo che domina la valle del fiume Quieto. Foto Frank Heuer. La grande festa dell’olio al fratonio Mate di Aleksandra Vekic Ad ottobre a Zambrattia, pittoresco villaggio del comprensorio di Umago, in concomitanza con l’avvio della molitura delle olive, si celebra la tradizionale festa dell’olio nuovo. Protagonista dell’evento è la regina dell’olio istriano, Aleksandra Mate Vekic, che figura nella «Hall of Fame» della guida internazionale «Flos Olei» con quattro oli extravergine da agricoltura biologica: Mate, Trasparenza Marina, Bianca Bellezza e Timbro Istriano. Tutti classificati come i migliori oli del pianeta e che confermano l’eccellenza dell’olio istriano. Un olio dal passato glorioso come ci ricordano Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, che paragonava, in termini di eccellenza qualitativa, l’olio istriano alla Betica (l’odierna Andalusia) e il poeta spagnolo Marziale che poneva sullo stesso piano l’olio della fertile Cordova all’olio contenuto nelle anfore istriane: «O Cordova, tu che sei più fertile dell’untuoso Venafro e perfetta quanto l’olio d’Istria». Il 17 e 18 ottobre a Montona il Festival del Terrano e del Tartufo Sempre tra i protagonisti della stagione c’è il Terrano, vitigno storico dell’Istria. A Motovun (Montona), il 17 e 18 ottobre 2026, il Festival del Terrano e del Tartufo riunisce due simboli dell’autunno istriano: da un lato questo vino dal carattere deciso e dal colore rosso rubino, dall’altro il tartufo. Il festival propone degustazioni, con particolare attenzione ai «peccaminosi» abbinamenti che valorizzeranno entrambi i prodotti.

In alto i calici. Prosit! Giuseppe Casagrande – [email protected]

Fonte: ladigetto.it


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