Dalla mappatura scientifica dei boschi dell’isola alla formazione dei raccoglitori: la Sicilia scommette sulla filiera del tartufo siciliano per conquistare la ristorazione d’eccellenza e promuovere il turismo enogastronomico.
La Regione Siciliana avvia una strategia strutturata per l’analisi, lo sviluppo commerciale e la tutela delle aree boschive a vocazione tartufigena . Il progetto di valorizzazione di questo pregiato fungo ipogeo prende il via dal territorio della provincia di Agrigento , grazie alla collaborazione tra le nuove figure direttive del comparto agricolo e le istituzioni locali, ponendo le basi per un indotto economico legato alla ristorazione gourmet e alle esperienze sul territorio.
L’impulso decisivo per la strutturazione della filiera è giunto con la designazione di Vincenzo Galifi , primo cittadino di Burgio , come coordinatore per la Sicilia dell’ Associazione Italiana Città del Tartufo e con l’apertura a Cianciana del Co.Re.Ta.S. (Comitato Regionale del Tartufo Siciliano) . Questo dipartimento, guidato dal micologo Giuseppe Papia , ha già avviato il monitoraggio scientifico e cartografico dei terreni idonei alla crescita spontanea del prodotto.
La nomina ufficiale di Vincenzo Galifi a coordinatore regionale è stata siglata a Roma, nella biblioteca “Nilde Iotti” della Camera dei Deputati, all’interno di un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Agricoltura e l’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Grazie a questo incarico, il comune agrigentino diventa il fulcro di un network istituzionale italiano che conta circa 90 realtà tra enti locali e aree boschive distribuite in 14 regioni.
Secondo il sindaco di Burgio, pur in assenza di una lunghissima tradizione storica di raccolta in Sicilia, l’iniziativa rappresenta una concreta opportunità per generare nuove prospettive di crescita economica . L’obiettivo è quello di far dialogare questa neonata filiera con altre storiche reti associative già consolidate a livello regionale, come quelle nate intorno ai distretti della ceramica artistica e dell’ olio d’oliva .
La sede operativa regionale di Cianciana ospita un centro di assistenza tecnica e di mappatura boschiva che copre l’intero territorio isolano, dai Monti Sicani fino alle Madonie , agli Iblei e ai Nebrodi . La struttura è dotata di un laboratorio di microscopia micologica specializzato nell’analisi delle spore delle circa trenta varietà di funghi ipogei presenti in Sicilia, sette delle quali possiedono i requisiti per la commercializzazione.
Il dipartimento si occupa, inoltre, di gestire i percorsi formativi per gli operatori del settore ; ha già rilasciato 380 attestati di idoneità e 220 tesserini abilitativi per la ricerca sul campo con l’ausilio di cani addestrati. Tra i compiti principali del centro figurano la divulgazione delle buone pratiche di cavatura, il supporto ai nuovi impianti colturali in ambito agricolo e la creazione di mostre-mercato e itinerari turistici dedicati alla scoperta di questo prodotto d’eccellenza .
Fonte: allfoodsicily.it


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