ANDARE A TARTUFI, l’APP per la CERCA e CAVATURA del TARTUFO in ITALIA. Quotazioni tartufo, fasi lunari, andare a tartufi shop, attrezzatura per andare a tartufi, tartufo notizie rassegna stampa, normative legali raccolta tartufi, aTartufi dizionario, le specie di tartufo, piante da tartufo in natura, cani da tartufi, addestramento e accessori, tartufo ricette.
Fasi Lunari
Normative Legali Raccolta Tartufo
ATTREZZATURA PER TARTUFAI

Atlante dei tartufi d’Italia: un viaggio da Nord a Sud che tocca oltre 90 località

Un viaggio da Nord a Sud tra borghi, boschi e città dove il tartufo racconta l’Italia più segreta.

Sapete che se seguite una traccia sotterranea potete scoprire un’Italia inattesa? Non quella dei grandi itinerari già disegnati, ma un Paese più segreto, ricco di boschi, colline, vallate appenniniche, borghi interni e campagne dove il paesaggio conserva tuttora il ritmo delle stagioni. Il tartufo è uno dei suoi tesori più preziosi e sorprendenti. Diffuso da Nord a Sud, dal Piemonte alla Sicilia , diventa una chiave inedita per leggere il territorio oltre la tavola: nelle zone in cui cresce, si incontrano infatti comunità, saperi antichi, delicati ecosistemi, mercati, feste, cucine locali e modi unici di abitare la natura. L’atlante nasce proprio dal desiderio di conoscere l’Italia seguendo una mappa invisibile, tracciata dal profumo del tartufo e custodita dalle Città del Tartufo , rete nazionale che trasforma ogni luogo in una tappa di memoria e meraviglia.

Il viaggio al cospetto del tartufo segue l’Italia da Nord a Sud , come una linea ideale che percorre montagne, colline, boschi, borghi e campagne interne. Dal Piemonte alla Sicilia, il tartufo diviene il filo narrativo di un atlante geografico e culturale che, oltre a indicare dove nasce un prodotto raro, ci racconta come sopravvive un rapporto profondo tra comunità e paesaggio. La rete Città del Tartufo comprende oltre 90 località legate alla cultura tartufigena italiana e compone una vera via del tartufo: una geografia diffusa che attraversa il Paese regione per regione, unendo territori differenti ma accomunati dalla stessa vocazione. Le Città del Tartufo sono: Acqualagna , Marche Alba , Piemonte Alta Val Tidone , Emilia Romagna Amandola , Marche Apecchio , Marche Archi , Abruzzo Ascrea , Lazio Bagnoli Irpino , Campania Bondeno , Emilia Romagna Borgocarbonara , Lombardia Burgio , Sicilia Calestano , Emilia Romagna Campello sul Clitunno , Umbria Campoli Appennino , Lazio Camugnano , Emilia Romagna Canterano , Lazio Capizzi , Sicilia Capolona , Toscana Caprarica di Lecce , Puglia Carbone , Basilicata Cascia , Umbria Castelbuono , Sicilia Castel di Casio , Emilia Romagna Castell’Azzara , Toscana Castropignano , Molise Catignano , Abruzzo Ceppaloni , Campania Città di Castello , Umbria Colliano , Campania Dovadola , Emilia Romagna Fabro , Umbria Ferrara di Monte Baldo , Veneto Fossombrone , Marche Gangi , Sicilia Giurdignano , Marche Gubbio , Umbria Isernia , Molise Laconi , Sardegna Lama dei Peligni , Abruzzo Leonessa , Emilia Romagna Lucca Sicula , Sicilia Macchia d’Isernia , Molise Macchiagodena , Molise Menconico , Lombardia Mesola , Emilia Romagna Millesimo , Liguria Montaione , Toscana Montalcino Municipio di San Giovanni d’Asso , Toscana Montespertoli , Toscana Montopoli Val d’Arno , Toscana Muzzana del Turgano , Friuli Venezia Giulia Norcia , Umbria Palaia , Toscana Palazzolo Acreide , Sicilia Pergola , Marche Pietralunga , Umbria Pieve del Grappa , Veneto Piobbico , Marche Pisticci , Basilicata Quadri , Abruzzo Roseto Valfortore , Puglia Sambuca di Sicilia , Sicilia San Miniato , Toscana San Pietro Avellana , Molise Sant’Agata Feltria , Emilia Romagna Santa Domenica Vittoria , Sicilia Sant’Angelo in Vado , Marche Sant’Angelo Le Fratte , Basilicata Sante Marie , Abruzzo Saracena , Calabria Sasso Marconi , Emilia Romagna Scanzano Jonico , Basilicata Scheggino , Umbria Sessa Aurunca , Campania Spoleto , Umbria Terre del Reno , Emilia Romagna Vallo di Nera , Umbria Valsamoggia , Emilia Romagna Valtopina , Umbria Vezza d’Alba , Piemonte Viano , Emilia Romagna Volterra , Toscana Le Città del Tartufo Aree Vaste sono: BIM Tronto , Marche Unione Amiata Grossetana , Toscana Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – Sub Ambito Montano Valli Dolo, Dragone e Secchia , Emilia Romagna Unione collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantoni , Piemonte Parco del Matese , Campania Centro di Ricerca Tartufi Sicilia , Sicilia Centro Studi Tartufo , Piemonte Cuore dell’esperienza è la Cerca e cavatura del tartufo , riconosciuta nel 2021 come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dall’UNESCO: si tratta di una pratica antica, tramandata oralmente dai tartufai, che unisce conoscenza dei boschi, lettura del clima, rispetto dei terreni e complicità con il cane, compagno indispensabile nella ricerca. Un gesto misurato, compiuto con il vanghetto o lo zappino, per estrarre il tartufo senza alterare l’equilibrio del suolo.

In Piemonte , la via del tartufo passa da Alba , Vezza d’Alba , l’ Unione collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantoni e il Centro Studi Tartufo , nel cuore di un territorio in cui la cultura tartufigena è parte integrante dell’identità locale. Tra Langhe, Roero e Monferrato, il tartufo bianco d’Alba , il celebre Tuber magnatum Pico , trova uno dei suoi habitat più prestigiosi, grazie a suoli calcarei, boschi umidi, colline modellate dai vigneti e ambienti ricchi di querce, salici e pioppi. Alba, capitale delle Langhe e sede della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba , richiama ogni autunno visitatori, chef, appassionati e buyer da tutto il mondo; Vezza d’Alba e le colline del Roero aggiungono alla mappa paesaggi vitivinicoli, borghi, boschi e itinerari lenti, mentre l’area delle Terre di Vigneti e Pietra da Cantoni richiama il Monferrato e i suoi paesaggi rurali. Figura centrale è il trifulau , il cercatore esperto che, insieme al cane addestrato, custodisce un sapere ricco di esperienza, silenzi, lettura del bosco e rispetto dei tempi della natura.

A tavola, il tartufo piemontese esprime la sua eleganza soprattutto a crudo, su tajarin, carne cruda all’albese, uovo al tegamino, fonduta e piatti semplici capaci di valorizzarne il profumo inconfondibile.

In Lombardia, la via del tartufo coinvolge Borgocarbonara e Menconico , tra pianure fluviali, colline, boschi appenninici e territori di confine dove la cultura tartufigena ha radici profonde. È una regione dalla tradizione ricca e regolamentata , in cui la cerca e la cavatura sono disciplinate da norme specifiche e si inseriscono nel più ampio riconoscimento UNESCO dedicato alle conoscenze e pratiche tradizionali legate al tartufo in Italia. Le aree più vocate si distribuiscono tra l’ Oltrepò Pavese , la Bassa Mantovana , le colline del Garda , alcune zone bergamasche e le golene del Po cremonese . Nell’Oltrepò Pavese, tra colline, boschi e borghi dell’Appennino lombardo, il tartufo nero trova ambienti favorevoli, mentre avvicinandosi al corso del Po compaiono aree vocate al tartufo bianco .

Menconico, nel cuore montano dell’Oltrepò, rappresenta la dimensione più interna della Lombardia, mentre Borgocarbonara, nella Bassa Mantovana, è uno dei luoghi simbolo del tartufo bianco pregiato lombardo , legato ai terreni alluvionali del Po e dell’Oltrepò mantovano. Dalle colline moreniche del Garda, ideali per il tartufo nero pregiato e il nero ordinario , fino alle aree bergamasche e cremonesi, la Lombardia mostra una geografia tartufigena varia e sorprendente.

A tavola, il tartufo incontra risotti, paste fresche, uova, carni, formaggi e ricette di pianura e montagna.

Un post condiviso da Massimiliano Fedriga (@massimilianofedriga)

In Friuli Venezia Giulia , la via del tartufo tocca Muzzana del Turgnano , località della pianura friulana dove il tartufo bianco pregiato è diventato una vera eccellenza territoriale. Il Tartufo Bianco di Muzzana del Turgnano cresce nei boschi planiziali come Coda Manin e Selva di Arvonchi, in simbiosi con farnie e carpini bianchi, ed è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale . Accanto alla pianura, il Friuli Venezia Giulia custodisce anche un’anima pedemontana e prealpina, dove cresce il tartufo nero ordinario , diffuso nelle vallate del Pordenonese, dell’Udinese, in Val Resia e nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie. Altre aree vocate si trovano nelle Valli del Torre, in Val Venzonassa, nel Collio, nel Carso, nella zona di San Daniele e presso le foci dell’Isonzo. A valorizzare questa cultura contribuiscono l’ Associazione Tartufai del Friuli Venezia Giulia e manifestazioni come “ Trìfule in fieste ”, la fiera dedicata al tartufo bianco pregiato friulano che celebra Muzzana del Turgnano come uno dei luoghi più interessanti e ancora poco conosciuti dell’atlante italiano del tartufo.

In Veneto , la via del tartufo tocca Ferrara di Monte Baldo e Pieve del Grappa e rivela una tradizione meno nota rispetto ad altre regioni italiane, ma profondamente legata alla varietà dei suoi paesaggi. Dalle alture del Monte Baldo ai rilievi pedemontani, dalle colline ai territori umidi del Delta del Po, vanta habitat differenti in cui crescono numerose varietà di tartufo, tutelate da normative regionali e valorizzate da eventi dedicati. Ferrara di Monte Baldo è una delle tappe più significative: sul versante orientale del massiccio conosciuto come “Giardino d’Europa”, unisce terreni calcareo-argillosi, boschi, pascoli, faggete e biodiversità di grande valore. Il tartufo nero pregiato , il nero estivo , il nero invernale e il bianchetto primaverile trovano ambienti favorevoli, mentre la cerca tradizionale convive con attività didattiche, degustazioni e percorsi pensati per avvicinare i visitatori alla cultura tartufigena in modo consapevole. Pieve del Grappa aggiunge alla mappa veneta un’altra dimensione montana e pedemontana, in cui il tartufo dialoga con boschi, pendii, sentieri, memoria storica e paesaggi aperti verso la pianura. Più in generale, il Veneto tartufigeno comprende aree vocate tra Monte Baldo, Lessinia, Colli Berici, Colli Euganei, Montello e Delta del Po, con presenze di tartufo bianco pregiato, nero pregiato, scorzone e bianchetto. A tavola, il tartufo veneto incontra risotti, tagliatelle all’uovo, polenta bianca o gialla, uova, formaggi di montagna.

In Liguria, tartufo significa Millesimo , borgo di origini romane sorto lungo l’antica via Aemilia Scauri, dal centro storico segnato dall’impronta feudale dei Del Carretto. Il Ponte della Gaietta , raro esempio di ponte fortificato medievale ancora ben conservato, il Castello che veglia l’abitato, il Palazzo Comunale , Villa Scarzella , la Pieve di Santa Maria Extra Muros e il Monastero di Santo Stefano sono le tappe principali da non lasciarsi sfuggire. Intorno, la Val Bormida si apre in un orizzonte di boschi in cui il tartufo trova un habitat ideale ed è presente nelle sue diverse varietà, legato a una tradizione di cerca contraddistinta da conoscenze tramandate, sentieri riservati e “poste segrete” lasciate in eredità tra generazioni. Nel Parco naturale regionale del Bric Tana , tra castagni, noccioli, querce, grotte, incisioni rupestri e memorie archeologiche, ha sede anche il Centro Sperimentale per la Tartuficoltura della Regione Liguria , nato per studiare, tutelare e promuovere il tartufo come risorsa ambientale, culturale ed enogastronomica. A fine settembre, la Festa nazionale del Tartufo della Val Bormida rende Millesimo una meta di gusto e scoperta con tajarin al tartufo, polenta bianca, zuppe, focaccine e dolci tipici.

In Emilia-Romagna , la via del tartufo tocca Alta Val Tidone , Bondeno , Calestano , Camugnano , Castel di Casio , Mesola , Sant’Agata Feltria , Sasso Marconi , Terre del Reno , Valsamoggia-Savigno , Viano e l’ Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, sub ambito montano delle Valli Dolo, Dragone e Secchia . È una delle regioni italiane più ricche e articolate per la cerca e la cavatura del tartufo, grazie alla varietà dei suoi paesaggi : colline, pianure fluviali, boschi appenninici, valli interne e territori di confine tra Emilia, Romagna e Montefeltro.

Crescono spontaneamente le nove specie commestibili presenti in Italia, dal tartufo bianco pregiato al tartufo nero, con aree vocate lungo i Colli Bolognesi, l’Appennino modenese, l’Appennino parmense e le colline romagnole. Valsamoggia-Savigno è uno dei luoghi simbolo del tartufo bianco , mentre Calestano e le valli del Parmense richiamano il tartufo nero di Fragno . Sant’Agata Feltria, tra Savio e Marecchia, racconta invece il legame tra tartufo bianco pregiato , paesaggio agro-silvo-pastorale e tradizioni del Montefeltro. La cultura tartufigena emiliano-romagnola si unisce a una delle cucine più riconoscibili d’Italia: il tartufo esalta pasta fresca all’uovo, tagliatelle, tortellini, carni, formaggi e ricette di montagna. Non mancano fiere, sagre, mercati, calendari di raccolta e progetti di tutela.

In Abruzzo , la via del tartufo tocca Archi , Lama dei Peligni , Quadri e Sante Marie , in un territorio ricco di montagne, boschi, faggete, borghi e vallate dove il rapporto tra natura e comunità è molto profondo. Si tratta di una delle regioni italiane più vocate alla produzione tartufigena , grazie ai terreni calcarei, ai suoli alcalini e agli ambienti incontaminati dell’entroterra, che creano condizioni ideali per diverse varietà di tartufo, dal bianco pregiato al nero pregiato fino allo scorzone estivo. Il tartufo bianco pregiato trova aree importanti nell’Alto Sangro, in particolare a Quadri, primo centro abruzzese entrato nell’Associazione Città del Tartufo, e nel Teramano. Il tartufo nero pregiato , invece, è diffuso soprattutto nella provincia dell’Aquila, dove diventa una delle espressioni più raffinate della cucina locale, mentre lo scorzone cresce nelle zone boschive della Majella e dei Monti della Laga. A Lama dei Peligni, alle falde della Maiella orientale, il tartufo si lega a un paesaggio di querceti, balze rocciose, biodiversità rara e aree faunistiche dedicate al camoscio d’Abruzzo. A Sante Marie, tra i boschi della Marsica e le montagne aquilane, la cerca diviene esperienza lenta, da vivere lungo cammini, faggete e sentieri che raccontano la memoria del brigantaggio e delle comunità appenniniche. Il legame con il tartufo affonda nella tradizione rurale abruzzese : in passato veniva usato anche nella lavorazione del pecorino e nella conservazione della carne. Oggi accompagna fettuccine, tagliatelle, risotti, selvaggina, carni in umido, uova al tegamino, formaggi e liquori.

Fonte: visititaly.eu


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

QUOTAZIONI TARTUFO

I Prezzi Del Giorno

PEZZATURA 0-15g 15g-100g 100g-oltre
PREZZO TARTUFO BIANCO PREGIATO (Tuber Magnatum Pico) 2120 3437 4743.99
PREZZO TARTUFO NERO PREGIATO (Tuber Melanosporum) 450 778.67 862.55
PREZZO TARTUFO NERO ESTIVO (Tuber Aestivum) N/A 400 400
PREZZO TARTUFO NERO UNCINATO (Tuber Uncinatum) 320 420 590
PREZZO TARTUFO BIANCHETTO (Tuber Borchii) 500 550 600
PREZZO TARTUFO ORDINARIO (Tuber Mesentericum) 60 75 100.8

Scorri orizzontalmente per vedere i prezzi →