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Ruba un chilo di tartufi allo Stato | sequestrato pure il cane sospettato di complicità olfattiva

Un uomo di 60 anni è stato denunciato per aver raccolto un chilo di tartufi in un’area demaniale. Durante l’intervento delle forze dell’ordine, è stato sequestrato anche un cane, sospettato di aver collaborato con l’uomo attraverso l’olfatto. L’episodio si è verificato in provincia di Arezzo, e la procura ha sequestrato i tartufi e il cane. La vicenda è stata segnalata dal Corriere di Arezzo.

La notizia, riportata dal Corriere di Arezzo, riguarda la denuncia di un sessantenne sorpreso a raccogliere tartufi in un’area demaniale di Pieve Santo Stefano. Di seguito la nostra rilettura satirica dei fatti A Pieve Santo Stefano un sessantenne è stato sorpreso di prima mattina dentro un’area demaniale con tutto l’occorrente del perfetto cercatore di tartufi: vanghetto, cane e circa un chilo di prodotto appena raccolto. Mancava soltanto il dettaglio più noioso, quello che rovina da secoli le migliori iniziative private: il permesso di entrare. L’uomo si trovava infatti in un terreno dell’Istituto professionale per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Camaiti, un’area pubblica recintata nella quale, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbe potuto accedere né dedicarsi alla raccolta.

L’uomo si trovava infatti in un terreno dell’Istituto professionale per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Camaiti, un’area pubblica recintata nella quale, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbe potuto accedere né dedicarsi alla raccolta.

Per lui è quindi scattata una doppia denuncia: ingresso abusivo in un fondo altrui e furto aggravato ai danni dello Stato.

Perché il tartufo, quando nasce nel bosco pubblico, appartiene allo Stato. Quando invece compare nel risotto del ristorante diventa improvvisamente patrimonio dell’umanità e costa venticinque euro in più.

Il sessantenne potrebbe essere stato osservato da qualche tempo. Una segnalazione avrebbe infatti portato i carabinieri forestali di Pieve Santo Stefano a organizzare un controllo in un orario compatibile con le presunte incursioni oltre la recinzione.

Gli agenti lo avrebbero trovato con il raccolto, probabilmente scorzone, il vanghetto e il cane. È così scattato il sequestro di tutto: tartufi, attrezzo e animale.

Sì, anche il cane.

La giustizia, non potendo interrogare il suo fiuto, ha preferito metterlo agli atti.

L’animale è stato comunque lasciato in affidamento al proprietario, mentre i legali dell’uomo hanno già presentato istanza per ottenerne il dissequestro. Una procedura necessaria per chiarire che il cane, pur avendo materialmente individuato la refurtiva, avrebbe agito senza conoscere né i confini catastali né il Codice penale.

Il fascicolo è seguito dalla Procura di Arezzo. La vicenda è ancora nella fase preliminare e accuse, circostanze e responsabilità dovranno essere accertate.

Resta però una certezza: in Italia puoi entrare in un terreno pubblico, raccogliere un chilo di tartufi e finire denunciato per furto allo Stato.

Il cane, invece, dopo aver fatto tutto il lavoro, rischia pure di risultare il membro più affidabile della banda.

Fonte: zazoom.it


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