Se pensate che la pasta e fagioli sia un piatto qualunque, è solo perché non avete mai assaggiato il Ceciarello di Vejano. Più che una ricetta, è un piccolo patrimonio gastronomico locale: nasce da un impasto semplice di acqua e farina di grano duro, lavorato rigorosamente a mano fino a ottenere piccoli gnocchetti che ricordano i ceci, da cui prende il nome. Il tutto viene cotto in un saporito brodo di fagioli arricchito dalle erbe spontanee raccolte nei boschi circostanti. Una preparazione che racconta la cucina contadina meglio di qualsiasi libro di storia.
Accanto al Ceciarello, protagonista sarà anche il tartufo della Tuscia, insieme a tante altre specialità preparate secondo le ricette della tradizione locale. Sapori autentici, porzioni generose e quei piatti che riescono ancora a mettere tutti d’accordo, dai più golosi agli amanti della cucina di una volta.
Naturalmente non mancherà la musica, che accompagnerà le tre serate rendendo la piazza ancora più viva e trasformando la festa in un’occasione perfetta per trascorrere una serata d’estate tra buon cibo e convivialità.
E tra una forchettata e l’altra vale la pena andare alla scoperta del borgo.
La Rocca di Vejano domina il paese con la sua inconfondibile struttura triangolare e i tre torrioni. Nel corso dei secoli è appartenuta agli Anguillara, ai Santacroce, agli Altieri e infine alla famiglia di Napoli Rampolla. Ancora oggi conserva tutto il fascino delle antiche fortezze medievali e durante il periodo natalizio diventa lo scenario del suggestivo Presepe Vivente.
A pochi passi si trova la Cappella dei Santacroce , costruita nel Cinquecento come luogo di sepoltura della nobile famiglia. Elegante e ricca di storia, rappresenta una delle testimonianze più significative del patrimonio artistico del borgo.
Per gli appassionati di archeologia, nei pressi di Fontiloro sono stati rinvenuti resti di epoca romana, tra ceramiche e testimonianze che raccontano una presenza antica di oltre duemila anni.
Chi preferisce la natura può invece raggiungere la Mola di Oriolo, lungo il fiume Mignone, dove sorgenti sulfuree, piccoli laghetti e una cascata regalano uno scenario insolito e affascinante al confine tra le province di Viterbo e Roma.
Merita una visita anche il Museo Contadino, che custodisce attrezzi, oggetti e testimonianze della vita agricola di un tempo, restituendo il racconto di una comunità profondamente legata alla terra e alle sue tradizioni.
La Festa dei Sapori è l’occasione perfetta per scoprire tutto questo. Perché a Vejano non si va soltanto per mangiare un ottimo Ceciarello o gustare il tartufo: si va per respirare l’anima più autentica della Tuscia, quella fatta di borghi, sapori, storie e persone che ancora oggi sanno accogliere con semplicità. E, una volta finito il piatto, la tentazione di fare il bis è praticamente inevitabile.
Fonte: controluce.it


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