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Tartufo bianco, una mappa delle zone produttive

Dalla Regione uno strumento per la valorizzazione del pregiato fungo ipogeo.

Conoscere e valorizzare il tartufo dell’Appennino Modenese grazie a una nuova mappa che individua le zone potenzialmente vocate alla crescita spontanea del tartufo bianco. È questo l’obiettivo della ‘Carta delle aree potenzialmente produttive di Tuber magnatum’, realizzata dalla Regione in collaborazione col Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e Arpae. La mappa, disponibile sul sito regionale, individua le aree che presentano le condizioni ecologiche più favorevoli alla crescita del tartufo bianco pregiato, specie che, a differenza di altre varietà, cresce esclusivamente allo stato spontaneo. Presenti anche altre 6 specie di tartufi. Secondo rilevazioni provinciali, sono oltre 500 i tartufai modenesi autorizzati in maggior parte in Appennino dove è riconosciuto il marchio camerale ‘Tradizioni e sapori di Modena – Tartufo Valli Dolo e Dragone’ nei comuni Frassinoro, Montefiorino, Palagano e Prignano. Annualmente a Montefiorino tra l’ultimo week end di ottobre e il primo di novembre si tiene una manifestazione dedicata al tartufo modenese – giunta alla 33^ edizione – nella quale sono presenti oltre al tartufo, anche tutte le produzioni locali. Ora la Carta regionale si inserisce in un più ampio programma per sostenere ricerca, formazione, divulgazione e tutela del comparto tartufigeno e delle comunità locali coinvolte. Nel corso del 2026 sono stati inoltre attivati due bandi da 30mila euro ciascuno, rivolti alle associazioni di tartufai e agli enti pubblici, per iniziative di promozione, divulgazione e valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale, con particolare attenzione anche alle attività didattiche.

Fonte: ilrestodelcarlino.it


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