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Vini da tartufo e grandi piatti uniscono Piemonte e Marche

Sta la terra immobile e si abbevera quando piove e arde quanto il sole cuoce. Sta la vigna sulla terra e affonda le sue radici nelle viscere nutrendosi dei suoi umori. La terra calda. la terra fredda. L’inciampo del sasso. L’armonia del cosmo che riversa sull’uomo e sul suolo inevitabili destini. Cosa c’è dentro un calice di vino? E come esso può farsi desiderare così tanto da coinvolgere vite umane perse e ritrovate? Sono le domande a cui cercherà di dare improbabili ma certe risposte la seconda edizione di “Vini da tartufo, da Pavese a Volponi, letture meditate di grandi vini e grandi autori” , in programma sabato 8 novembre alle 18 ad Acqualagna nell’ambito della Fiera nazionale del tartufo bianco pregiato di Acqualagna .

Qui saranno degustati due grandi vini piemontesi delle cantina “Vite colte” di Barolo e “Tenuta Santi Giacomo e Filippo” di Urbino, seguendone le tracce che, tra armonie fruttate e floreale e docili inciampi minerali, che portano a due autori a cui la terra era casa: Cesare Pavese e Paolo Volponi. La terra di Pavese è calda e sanguinosa, grumosa e ancestrale, viva fino alla morte e oltre. La terra in Volponi è un inciampo melodico, è un ciottolo di fiume che rotola lungo i passi della propria esistenza per farla più ritmata. Passi degli autori saranno letti al fianco di quelli di “Culture di vigna-viaggio nei sensi” (Eli-Plan editore), l’unica guida ai vini italiani, e non solo, che non dà voti ma propone un viaggio nel fondo e nel profondo del calice. Una degustazione meditata in silenzio che sarà conclusa e spiegata con l’abbinamento con due grandi piatti a base di tarfufo bianco pregiato: “Ci piace andare oltre – spiega il sindaco di Acqualagna Pierluigi Grassi – ci piace intrecciare le strade di Alba e Acqualagna, le due capitali del tartufo italiano e mondiale, con un evento che ne racconti la cultura oltre che la coltura, in questo caso della vite. E’ un evento pensato per chi non vuole usare il vino come oggetto ma come soggetto, dimostrando come esso è materia di vigna, ma anche letteraria”. Le adesioni sono già aperte sul sito della fiera (acqualagna.com oppure 3242526561).

L’evento si inserisce all’interno della fiera internazionale che si chiude il 15 novembre, ricca di eventi, dai cooking show, alle sfide tra le città del tartufo, e che apre squarci di storia con i musei dedicati a Enrico Mattei, fondatore di Eni, e o al tartufo, con spazi interattivi. “Una fiera che ha fatto dell’aquila del Furlo – spiega il sindaco – il suo simbolo, perché il tartufo è natura incontaminata ed è volo alto com quello della regina dei rapaci che ospitiamo nella Riserva della gola del Furlo, un unicum in Italia”. Il resto lo fa piazza Mattei, da sempre il fulcro della fiera, con pepite di bianco pregiato sempre più rare, complice la siccità, ma per questo sempre più preziose.

Fonte: ilrestodelcarlino.it


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