Amscil: «ecco chi difende davvero la legalità e il patrimonio pubblico»
Sulla vicenda della concessione di oltre 143 ettari di foresta demaniale costiera nei Comuni di Pisticci e Scanzano Jonico, istituita come “tartufaia controllata” a favore dell’ALSIA con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 96/2026, si registra un nuovo e formale riscontro da parte delle istituzioni dello Stato preposte alla tutela del territorio.
Con una nota ufficiale datata 12 ottobre 2026 (prot. n. 15046), la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata ha riscontrato l’istanza presentata dall’Associazione AMSCIL APS-ETS (assistita dal proprio legale), attestando formalmente per iscritto che: «…non risulta nessuna corrispondenza in merito tra la Scrivente Soprintendenza e gli altri Enti interessati» .
L’Organo di tutela del Ministero della Cultura ha contestualmente comunicato di aver provveduto a chiedere formale relazione alla Regione Basilicata e ai Comuni di Pisticci e Scanzano Jonico circa i provvedimenti già adottati e gli eventuali interventi realizzati o programmati, trasmettendo la comunicazione per conoscenza al Gruppo Carabinieri Forestale di Matera.
Il riscontro della Soprintendenza va ad aggiungersi a un quadro istruttorio ormai dettagliatamente definito dagli atti delle stesse Amministrazioni pubbliche:
La certificazione della Soprintendenza chiarisce la reale portata delle iniziative civiche intraprese dall’AMSCIL.
«Mentre nelle scorse settimane l’ALSIA, in riscontro alle nostre istanze, è giunta a ipotizzare che le richieste di accesso agli atti e i ricorsi dell’Associazione arrecassero un “danno ingiustificato alle attività e al patrimonio dell’Agenzia”, ventilando persino riserve di azioni a tutela dell’immagine, i documenti ufficiali dello Stato dimostrano l’esatto contrario» – dichiara il Presidente di AMSCIL, Antonio Pagano.
«Chiedere che una foresta demaniale pubblica e protetta venga gestita nel rigoroso rispetto delle leggi dello Stato, della Valutazione di Incidenza Ambientale e del vincolo paesaggistico non è un “danno”, ma un dovere civico a salvaguardia dei beni della collettività e della legalità. Di fronte alla constatazione che l’organo statale di tutela paesaggistica non era mai stato nemmeno informato, appare chiaro a tutti da quale parte stiano la trasparenza e la tutela del patrimonio pubblico. Continueremo a sottoporre tutti i riscontri documentali al TAR Basilicata e all’Autorità Giudiziaria per la piena tutela dei diritti dei cittadini lucani», conclude Pagano. Qui tutti gli articoli del nostro giornale sulla vicenda
Fonte: basilicata24.it


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