Capire quali territori piemontesi abbiano le caratteristiche più favorevoli allo sviluppo dei tartufi diventa più semplice. La Regione Piemonte ha digitalizzato le carte sul potenziale tartufigeno , rendendole consultabili anche Comune per Comune attraverso il Geoportale regionale. Lo strumento prende in considerazione tartufo bianco, nero pregiato e scorzone.
La mappa tartufi Piemonte 2026 consente di consultare la vocazione tartufigena dell’intero territorio regionale.
La nuova cartografia può essere letta su più livelli: Comune, provincia e area forestale.
L’obiettivo è offrire uno strumento scientifico utile a tecnici, amministratori locali e associazioni che operano nel settore.
Il sistema prende in considerazione le tre principali specie indicate dalla Regione.
Per ciascuna viene analizzata la potenzialità dei diversi territori piemontesi.
Questo è il punto più importante da chiarire.
La nuova cartografia non rappresenta un censimento dei tartufi presenti nei boschi .
Non indica quindi punti precisi nei quali sia garantito trovare tartufi.
Mostra invece quali aree possiedono caratteristiche più o meno favorevoli alla loro crescita e allo sviluppo delle diverse specie.
Il sistema incrocia differenti elementi del territorio.
Tra quelli considerati ci sono le caratteristiche pedologiche dei suoli , la copertura forestale e l’utilizzo del terreno.
L’insieme di questi dati permette di costruire una rappresentazione della vocazione tartufigena delle diverse zone.
Il sistema è stato realizzato da Ipla – Istituto per le piante da legno e l’ambiente per conto della Regione Piemonte.
La nuova versione digitale delle carte è stata presentata a Torino durante la 34ª seduta della Consulta regionale per la valorizzazione del patrimonio tartufigeno.
Fonte: mole24.it


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