Autunno significa sagre, in Emilia-Romagna soprattutto. Questa regione è pronta ad accogliere chiunque intenda scoprirla attraverso quelli che, dei cinque sensi, sono i più golosi: olfatto e gusto. Tra Appennino, borghi medievali e località della pianura, il calendario da settembre a dicembre si riempire di appuntamenti dedicati ai sapori stagionali: tartufi, marroni, funghi, olio nuovo, formaggi affinati secondo metodi tradizionali. Si prosegue fino all’inizio dell’inverno, quando poi il posto verrà “ceduto” ai mercatini di Natale (e ad altre specialità). Ma restiamo sul presente, o comunque sul futuro che ci attende nelle prossime settimane: ecco le sagre e feste in Romagna (e in Emilia) a cui non mancare per nessuna ragione al mondo.
Il calendario è ricco, e attraversa tutta la regione: ci sono sagre e feste a Bologna e provincia, così come anche a Parma, Ferrara, Modena, Reggio-Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Per orientarsi meglio utilizzare la bussola del prodotto: a partire dalla specialità che ci stuzzica di più, valutiamo le esperienza da aggiungere all’itinerario. Considerando anche che, mentre alcune sagre si svolgono in una sola giornate, altri eventi sono distribuiti su più fine settimana.
Il calendario di ottobre e novembre è fittissimo:
Il bello delle sagre di paese è che sono aperte a tutti. Nessun biglietto, di solito, nessuna prenotazione: arrivi e ti lasci condurre da questo o da quel banco a seconda dei profumi che più ti attirano. Degustazioni guidate, pranzi organizzati ed esperienze specifiche invece vanno in genere prenotate. Anche gli orari degli stand e i giorni di apertura possono variare all’interno della stessa manifestazione, soprattutto quando il programma si sviluppa su più fine settimana. Prima di partire, dunque, consigliamo di consultare il sito ufficiale del Comune o dell’organizzazione dell’evento, verificando le date aggiornate, le modalità di accesso e l’eventuale disponibilità di parcheggi (da non sottovalutare!).
Reggio Emilia: tour con degustazione di Parmigiano e aceto balsamico
La scelta della zona in cui pernottare dipende soprattutto dalla manifestazione che intendi visitare. Per le sagre dell’entroterra, meglio soggiornare in un borgo vicino: meno spostamenti, più tempo passato tra gli stand senza la preoccupazione di tenere in conto il tempo per il “viaggio di ritorno”. Chi invece preferisce unire gastronomia e visita culturale può scegliere una città d’arte come base, organizzando da lì una gita verso i paesi circostanti. Le zone collinari delle province di Bologna, Parma e Forlì-Cesena sono una scelta da valutare per chi vuole partecipare alle feste dedicate a tartufi, castagne e prodotti del bosco. Magari un agriturismo o un piccolo albergo in zona, per abbinare la sagra a passeggiate e visite nei borghi.
Agriturismo Prato degli Angeli, Sassoleone
Bologna, Modena e Ferrara sono basi sempre pratiche per chi desidera approfittare della visita alla sagra per scoprire un po’ più del territorio, magari attraverso visite a musei e monumenti, o passeggiando nei centri storici. Indicate soprattutto per un fine settimana: un po’ di tempo lo passi in sagra, altrettanto in giro a esplorare.
A tal proposito, possiamo dire che una sagra sia un ottimo pretesto per visitare una città o comunque un luogo, e diventare così il punto di partenza per un itinerario più ampio. Specialmente in Emilia-Romagna, dove alternare le degustazioni alle visite culturali è facile come bere un bicchier d’acqua. O forse di vino.
Se la sagra scelta si trova nel Bolognese , prolungare la gita con una visita alla città è praticamente il decorso naturale del viaggio. Magari, dedicando qualche ora alla scoperta del centro storico e della sua tradizione gastronomica. Un tour guidato o un’esperienza dedicata alla cucina locale permette di aggiungere alla giornata un’attività facilmente collegabile alla parte gastronomica dell’articolo. E per fare qualcosa di diverso perché non partecipare a una lezione di cucina? Pasta, ragù, spritz, vino e gelato: un pasto completo e un’esperienza indimenticabile.
Bologna: lezione di cucina tra pasta, ragù, spritz, vino e gelato
Le sagre dedicate al tartufo e ai prodotti della Bassa parmense possono diventare l’occasione per scoprire anche Parma, con il suo centro storico e la tradizione alimentare che caratterizza la provincia. Parmigiano e Prosciutto di Parma i due grandi protagonisti di questa città: accompagnati da un bicchiere di vino, poi, si sfiora la perfezione.
Parma: tour e degustazione tra Parmigiano e prosciutto di Parma
Chi partecipa al Ferrara Food Festival o a Sciocola’ può approfittarne per visitare i centri storici delle due città. A Ferrara meritano attenzione il Castello Estense e le vie medievali, mentre a Modena si possono raggiungere Piazza Grande, il Duomo e la Ghirlandina. Per rimanere in tema cibo e produzioni locali, poi, a Modena è possibile visitare l’Acetaia, il luogo magico in cui viene prodotto l’oro nero della zona: l’aceto balsamico di Modena I.G.P.
Modena: visita all’Acetaia, alla scoperta della produzione dell’aceto …
Fonte: turismo.it


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