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Mercato Mondiale del Tartufo profumo che conquista tutti

Nel cuore di Alba, tra Langhe, Roero e Monferrato, il Tartufo Bianco torna a essere protagonista di una manifestazione che da quasi un secolo racconta al mondo una delle eccellenze più preziose del territorio. Il cuore storico della Fiera dedicata al Tuber magnatum Picco è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, ospitato nel Cortile della Maddalena, nel centro storico della città aperto sino al 6 dicembre, ogni sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30. È qui che il tartufo incontra il suo pubblico internazionale: appassionati, turisti, operatori del settore e gourmand arrivano ad Alba per conoscere, acquistare e degustare i migliori esemplari provenienti dai boschi del territorio. Un mercato che non è soltanto luogo di compravendita, ma una vera vetrina dell’identità gastronomica piemontese e, allo stesso tempo, uno spazio aperto alle contaminazioni e alle relazioni con la cucina internazionale. Accanto ai tartufi, gli stand di AlbaQualità propongono un panorama delle eccellenze gastronomiche e vitivinicole locali, con centinaia di prodotti artigianali in degustazione e vendita. Una particolare attenzione è dedicata anche ai grandi vini di Langhe, Roero e Monferrato, chiamati a dialogare con il Tartufo Bianco attraverso abbinamenti capaci di esaltarne gli aromi e la complessità. «Il Tartufo Bianco d’Alba è frutto di un equilibrio delicato tra uomo e natura», sottolinea Axel Iberti, richiamando la necessità di custodire un patrimonio che nasce dall’incontro tra ambiente, cultura e lavoro umano. La Fiera, spiega, appartiene a una comunità che per quasi un secolo l’ha fatta crescere e che attraverso questa manifestazione continua ad aprirsi al mondo, costruendo relazioni e nuove opportunità. È proprio il concetto di relazione a definire oggi il ruolo del Mercato Mondiale. Come sottolinea il sindaco Alberto Gatto, il rapporto tra il tartufo e la terra impone «la massima cura per la biodiversità e per l’ambiente», mentre «la capacità di fare rete tra istituzioni, borghi e tessuto economico rappresenta uno degli elementi fondamentali per presentare le eccellenze locali al pubblico internazionale». Il viaggio del tartufo non si conclude al mercato, ma si sposta idealmente nei cooking show, in Sala Beppe Fenoglio, dove, saranno protagonisti diversi interpreti dell’alta ristorazione. Sabato 17 ottobre, alle 11, sarà la volta dello chef Andrea Incerti Vezzani di Cà Matilde, mentre alle 18 toccherà allo chef Gianluca Renzi di Cannavacciuolo Le Cattedrali Relais. Domenica 18 ottobre, alle 11, spazio allo chef Maurizio Bufi del Ristorante Il Fagiano – Grand Hotel Fasano, seguito alle 18 dalla chef Giorgia Ceccato del Ristorante Philìa. Il Mercato Mondiale rimane dunque il cuore pulsante della manifestazione, ma intorno al tartufo prende forma un programma più ampio, nel quale gastronomia, folclore, arte contemporanea e letteratura contribuiscono a raccontare Alba e il suo territorio. Come sottolinea l’assesore a Turismo e Cultura della Città di Alba, Caterina Pasini, «il mercato si presenta con una veste rinnovata e ancora più accogliente, mantenendo al centro la qualità del prodotto. Attorno a esso si sviluppa un palinsesto che mette in dialogo le radici locali con la dimensione internazionale: la tradizione incontra la grande cucina, mentre arte e cultura ampliano il racconto di una città che si prepara al proprio futuro da Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027». In questo scenario, il Tartufo Bianco d’Alba non è semplicemente un prodotto gastronomico di pregio. È un bene culturale ed economico capace di generare relazioni, attrarre visitatori e creare un ponte tra un territorio e un pubblico sempre più globale.

Sabato 17 e domenica 18 ottobre il centro storico di Alba torna indietro nel tempo e si anima con uno degli appuntamenti tradizionali più amati: il Baccanale del tartufo. I borghi cittadini, protagonisti della rievocazione, animeranno le vie con figuranti in costume, bandiere e allestimenti ispirati al Medioevo. Un itinerario tra storia e tradizione, arricchito dai piatti della cucina albese proposti in versione street food e da giochi antichi per grandi e piccoli. Due giorni per rivivere l’atmosfera della città medievale e scoprire, tra gusto e convivialità, le radici dei suoi borghi e della Giostra delle Cento Torri presieduta da Luca Sensibile.

Fonte: ideawebtv.it


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