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Fiera del Tartufo 2026 Axel Iberti racconta le “Autentiche Relazioni” tra Alba e il territorio

La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba attraverserà nove settimane di appuntamenti , esperienze, cultura e folklore , mettendo ancora una volta il Tuber Magnatum al centro di un racconto che va ben oltre il prodotto .

Il tema scelto per il 2026 è “ Autentiche Relazioni ”: quelle tra uomo e natura, tra trifolao e bosco, tra città e territorio, tra le Langhe e il resto del mondo.

A guidare l’Ente Fiera è, dall’inizio del 2025, Axel Iberti , albese, classe 1979, con un percorso professionale che ha attraversato comunicazione , turismo , design e management . Eletto presidente nel gennaio 2025, Iberti ha fin dall’inizio indicato tra le proprie priorità l’ apertura internazionale della manifestazione e un ruolo più ampio dell’Ente nella promozione del territorio durante tutto l’anno.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere sulla Fiera e quale idea di territorio c’è dietro il programma di quest’anno .

AXEL — Più che una singola novità, quello che stiamo cercando di fare è costruire un’esperienza sempre più completa . Il Tartufo Bianco d’Alba rimane naturalmente al centro, ma intorno a lui vogliamo creare occasioni di conoscenza , incontro e scoperta .

Il Mercato Mondiale si presenta in veste rinnovata, con format che permettono di entrare maggiormente in contatto con la cucina , il vino e le persone che li raccontano.

Formule diverse, che hanno un elemento comune : ridurre la distanza tra chi possiede una competenza e chi vuole avvicinarsi a quel mondo . Non vogliamo soltanto mostrare delle eccellenze, ma dare alle persone gli strumenti per conoscerle.

AXEL — Significa innanzitutto rimettere al centro le persone e i luoghi nei quali il tartufo nasce e si svela . I primi protagonisti sono i trifolao. Il Capodanno del Tartufo , che abbiamo voluto portare in piazza per il secondo anno consecutivo , nasce proprio da questa idea: quasi 200 trifolao e tabui provenienti dal Piemonte riuniti ad Alba per dare inizio alla stagione della cerca .

Alba è riconosciuta a livello internazionale come capitale del tartufo, ma questa leadership ha senso proprio perché dietro c’è una comunità che custodisce un sapere .

Il lavoro dei trifolao non si limita alla cerca: c’è la cura del bosco , la pulizia, la messa a dimora degli alberi, la trasmissione delle conoscenze da una generazione all’altra. Solo l’associazione dei trifolao di Alba ha piantato oltre mille alberi negli ultimi anni.

Significa fare educazione ambientale dal basso , tutelare la biodiversità e contribuire concretamente a contrastare erosione del suolo e cambiamento climatico . La relazione autentica, in fondo, parte proprio da lì: senza un ambiente sano , il tartufo semplicemente non esiste.

AXEL — Il Mercato rimane il cuore della Fiera, ma vogliamo che sia sempre meno percepito come un semplice luogo di acquisto. Intorno al tartufo ci sono inoltre le altre grandi produzioni agroalimentari del territorio : formaggi, nocciole, vini, salumi, dolci. La Fiera vuole raccontare l’intera filiera.

C’è poi un tema fondamentale, quello della fiducia. Ogni tartufo proposto all’interno del Mercato viene controllato dalla Commissione Qualità e dai giudici del Centro Nazionale Studi Tartufo . È un lavoro spesso invisibile al visitatore, ma decisivo: significa garantire freschezza , qualità e autenticità, offrendo al consumatore un luogo nel quale acquistare il Tartufo Bianco d’Alba con consapevolezza.

AXEL — Sì, il punto è proprio creare connessioni e abbattere alcune barriere . Il ruolo dello chef, del sommelier o dell’esperto deve continuare a essere valorizzato, naturalmente, ma possiamo allo stesso tempo accorciare la distanza con l’appassionato .

“A tu per tu con lo Chef”, per esempio, nasce come un’ esperienza volutamente molto raccolta , nella quale si entra in cucina, si osservano tecniche e ingredienti e si può dialogare direttamente con lo chef.

Fonte: langhe.net


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