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Tartufo e borghi, le mete d’autunno da segnare subito

Tra fiere affollate, boschi pieni di profumi e tavole che raccontano la tradizione, il tartufo torna protagonista con eventi e piatti iconici. Dal bianco d’Alba al nero umbro, passando per mercati a cielo aperto, treni d’epoca e riserve naturali, si apre una stagione che unisce paesaggi e cucina in un solo viaggio. Si tratta di un’occasione concreta per trasformare un weekend in un itinerario di gusto e territorio, con esperienze che vanno dalla ricerca con i cani addestrati alle degustazioni guidate.

Ad Alba , in provincia di Cuneo, il Tartufo Bianco (Tuber magnatum Pico) detta i tempi dell’autunno con la Fiera Internazionale che trasforma il centro storico in un grande mercato all’aperto. Qui si trovano tartufi freschi e prodotti che li esaltano, dagli oli ai formaggi, in un contesto urbano che vale la sosta: dal Duomo a Piazza Risorgimento, tra architetture medievali e atmosfere antiche.

Intorno si distende il paesaggio delle Langhe , con colline morbide, vigneti, noccioleti, castelli e boschi che in questa stagione esplodono di colori. È la cornice perfetta per un fine settimana che alterna assaggi e passeggiate panoramiche.

Nell’Astigiano, Montiglio Monferrato offre una fiera del tartufo nel borgo in collina , tra castelli e pievi romaniche, con stand allestiti nel centro storico. La sorpresa è a portata di sguardo: è conosciuto come il paese delle meridiane, con oltre cinquanta esemplari sulle facciate e nei cortili.

Nel Mantovano, la Strada del tartufo conduce ai borghi di Pieve di Coriano e Borgofranco sul Po . Qui il tartufo incontra i prodotti stagionali, come la zucca, in ricette territoriali che raccontano l’autunno della pianura padana.

La tradizione emiliano-romagnola del tartufo si ritrova in borghi che uniscono cucina e bellezza architettonica. A Brisighella , tra i Borghi più belli d’Italia, si cammina tra vicoli pittoreschi, una torre dell’orologio, un castello e una chiesa, mentre il calendario propone la Sagra della Polenta, del Tartufo e dell’Ulivo .

Nei dintorni, antiche grotte di cava del gesso ospitano eventi sotterranei e il sito di scavo del vecchio castello regala viste ampie sulle colline. Da segnare anche le fiere di Cusercoli – Civitella di Romagna, per un altro assaggio dell’autunno regionale.

Le Marche sono tra i territori più ricchi di tartufi, con tutte le specie presenti in natura. Ad Acqualagna , considerata capitale italiana del tartufo, si celebrano l’anno intero: Nero Pregiato a febbraio, Scorzone in estate e Bianco in autunno, con la Fiera Nazionale che richiama appassionati da ogni parte.

Dal borgo si può proseguire verso Sant’Angelo in Vado e altri centri come Amandola, Apecchio, Fossombrone, Pergola e Roccafluvione, accomunati da una forte cultura gastronomica. A pochi chilometri, la Gola del Furlo è una sorpresa naturale: riserva statale con sentieri scavati nella roccia, diga sul fiume Candigliano e un lago color turchese che incornicia la valle.

Nelle Crete senesi si viaggia anche su rotaia: un treno d’epoca collega Asciano a Monte Antico (circa 50 km) attraversando la Val d’Orcia verso la Mostra Mercato del Tartufo Bianco di San Giovanni d’Asso. Il borgo conserva un centro medievale integro e, nei sotterranei del castello, il Museo del Tartufo , primo in Italia dedicato al prezioso tubero.

In provincia di Pisa, Palaia è zona vocata per il tartufo bianco e il bianchetto. Il borgo custodisce la Pieve duecentesca di San Martino, la Chiesa di Sant’Andrea con un crocifisso ligneo e la Torre dell’Orologio; nei dintorni, altre tappe sono Cambiati, Chiudendone e Podere San Giuseppe. A San Miniato, arroccata su un colle, il tartufo incontra i piatti della tradizione in un mercato enogastronomico all’aperto. La mostra mercato nazionale dedicata al bianco pregiato si tiene a inizio dicembre, tra vicoli acciottolati e atmosfere medievali.

L’Umbria è il cuore verde del tartufo. A Pietralunga, Spello e Norcia , il nero pregiato è una vera istituzione, proposto con eccellenze locali come la lenticchia di Castelluccio, il prosciutto e i formaggi della norcineria. Tra sagre, fiere e menù dedicati, si compone un itinerario di gusto che unisce centri storici ben conservati e cucine radicate nella tradizione.

Nella Tuscia, Civita Castellana offre uscite di ricerca con un esperto e, al rientro, degustazioni con tartufo appena trovato insieme a olio extravergine e vino locali. In Campania, Bagnoli Irpino (Avellino) fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo e ospita una mostra-mercato in Piazza di Capua, tra palazzi nobiliari, la Chiesa di San Domenico e la Chiesa Madre di Santa Maria dell’Assunta con affreschi secolari; poco oltre, il lago di Laceno invita a camminate e attività all’aria aperta.

In Calabria, i boschi del Parco Nazionale del Pollino attorno a Castrovillari, Morano e Saracena sono ricchi di tartufi neri, con borghi dal fascino mediterraneo come Saracena e il suo dedalo di viuzze. In Sardegna, il tartufo si cerca nel Sarcidano e nell’Alta Marmilla; a Laconi (Oristano), immersa in un bosco, ogni estate si svolge la Sagra del Tartufo.

Per pianificare il percorso si possono combinare più tappe regionali, alternando eventi, passeggiate e soste in trattoria. Di seguito, una sintesi rapida delle mete citate e del loro tratto distintivo in stagione.

Fonte: idealista.it


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