Castagne appena raccolte, vino della vendemmia, olio nuovo, zucche , tartufi e ricette calde che tornano sulle tavole proprio quando le temperature cominciano a scendere. Le sagre di ottobre 2026 attraversano l’Italia in tutta la sua lunghezza. Si va dai forni di montagna della Valle d’Aosta alle noci siciliane, passando per mortadella, mostarda di fichi e persino totani. Ne abbiamo raccolte due per regione, perfette per organizzare una gita autunnale e invitanti quanto basta per fermarsi anche a tavola.
Qui il pane non si compra semplicemente, si segue dalla macinazione dei cereali fino all’uscita dal forno. Il 3 e 4 ottobre La Magdeleine riscopre con la sagra Du Blé au Pain l’antica abitudine dei forni comunitari, un tempo accesi poche volte l’anno per preparare le scorte invernali. Domenica si potranno seguire anche l’itinerario dei mulini, mentre tra sabato sera e domenica a pranzo il pane diventa protagonista dei piatti della tradizione valdostana.
Difficile immaginare una dispensa valdostana più grande di quella che il 10 e 11 ottobre occuperà Bard . Il Marché au Fort riunisce produttori da tutta la regione con formaggi, salumi, miele , confetture, prodotti da forno, ortaggi, erbe officinali, birre e vini. Gli stand saranno aperti dalle 9.30 alle 18.30 e alle degustazioni si aggiungeranno animazioni e appuntamenti tra il borgo e il Forte di Bard .
Sagra Du Blé au Pain a La Magdeleine, Valle d’Aosta.
Tre ingredienti e un concentrato piuttosto efficace di autunno piemontese. Dal 10 al 12 ottobre Andezeno dedica la sua sagra al cardo , alla cipolla piattellina e soprattutto alla bagna cauda , servita calda con le verdure di stagione. Tra gli stand trovano spazio anche ortaggi, formaggi, salumi e produzioni artigianali, mentre mercatini e musica completano il programma.
Sagra del cardo, della bagna cauda e della cipolla piattellina
A Lesegno, il 10 e 11 ottobre , la carne di maiale è presa molto sul serio. Al centro della Sagra del Crin c’è la Balüva , antico insaccato locale oggi De.Co., accanto a ravioli ripieni, maialino, pulled pork e interpretazioni più contemporanee. Show cooking, laboratori, spettacoli e antichi mestieri trasformano il fine settimana in qualcosa di più di una semplice grigliata di paese.
Sagra del cardo, della bagna cauda e della cipolla piattellina ad Andezeno, Piemonte.
Nelle sagre di ottobre 2026 non può mancare una passeggiata tra le zucche , in questo caso lungo il lago di Varese. Dal 4 al 18 ottobre Gavirate dedica due settimane all’ingrediente simbolo della stagione, proposto tra gnocchi, risotti, tortelli, preparazioni dolci e altre ricette autunnali. Sul lungolago arrivano anche produttori, artigiani, zucche ornamentali, decorazioni, laboratori per bambini, musica e spettacoli itineranti.
Dal 17 al 19 ottobre Mantova diventa un ottimo posto per dimenticarsi, almeno per un weekend, del reparto salato. Il Festival della Sbrisolona parte dal dolce simbolo della città e allarga lo sguardo alle specialità di tutta Italia, con uno spazio dedicato anche alla cioccolateria artigianale. In programma degustazioni, show cooking, sfide gastronomiche, concerti, artisti di strada e incontri con pasticcieri e chef.
Festival della Sbrisolona e dei dolci italiani
Dal 15 ottobre all’8 novembre la castagna torna al centro della tavola altoatesina con Keschtnriggl, rassegna diffusa tra Tesimo-Prissiano, Foiana e Lana. Ristoranti selezionati propongono menù dedicati, mentre escursioni e incontri raccontano il ruolo che questo frutto ha avuto nell’economia contadina locale. A Foiana arriva anche la festa di paese con mercato agricolo, artigianato, musica e piatti a base di castagne.
Amarognolo sì, ma con molte possibilità. Il 4 ottobre Bieno, in Valsugana, festeggia il radicchio con un menù che lo porta nei risotti, nelle torte salate, nei contorni e negli abbinamenti con formaggi d’alpeggio e carni locali. Intorno agli stand gastronomici si sviluppano mercatini, musica e spettacoli, per una domenica che mette insieme cucina di stagione e prodotti trentini.
Festa del Radicchio a Bieno, Trentino-Alto Adige.
Nei weekend dal 2 al 17 ottobre Vallio rimette l’oca al centro della tavola. La sagra propone arrosti, pasta fresca con ragù, insaccati e altre preparazioni che recuperano uno degli ingredienti storici della cucina contadina veneta. Tra una portata e l’altra ci sono vini del territorio, mercatini, musica e intrattenimento, in una festa che da oltre mezzo secolo mantiene vivo un repertorio gastronomico ormai meno quotidiano.
Fonte: lacucinaitaliana.it


Lascia un commento