ALBA – Si è appena conclusa un’estate caldissima per il Piemonte , come non si vedeva dal 2003. Una situazione che pesa sulle colture, ma che mette a dura prova anche funghi ipogei come il tartufo bianco d’Alba , la cui stagione di cerca e cavatura inizierà il primo ottobre. Il giorno prima, mercoledì, Alba celebrerà il Capodanno del tartufo. Dopo l’open day al Mercato mondiale, nel cortile della Maddalena, e lo spettacolo condotto da La Pina di Radio Deejay al teatro Sociale, il cuore dell’evento sarà la sfilata notturna di cercatori e tabui, con il countdown dal Duomo a mezzanotte.
Nonostante la festa, l’attenzione resta alta, date le sfide climatiche che minacciano il Tuber Magnatum Pico. Un fattore che incide anche sui prezzi: l’anno scorso, secondo il “borsino” del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba, la quotazione media per gli esemplari dai 15 ai 20 grammi è partita dai 400 euro all’etto l’11 ottobre, per poi arrivare a 500 euro a inizio novembre e ridiscendere a dicembre.
ALBA – Si è appena conclusa un’estate caldissima per il Piemonte , come non si vedeva dal 2003. Una situazione che pesa sulle colture, ma che mette a dura prova anche funghi ipogei come il tartufo bianco d’Alba , la cui stagione di cerca e cavatura inizierà il primo ottobre. Il giorno prima, mercoledì, Alba celebrerà il Capodanno del tartufo. Dopo l’open day al Mercato mondiale, nel cortile della Maddalena, e lo spettacolo condotto da La Pina di Radio Deejay al teatro Sociale, il cuore dell’evento sarà la sfilata notturna di cercatori e tabui, con il countdown dal Duomo a mezzanotte.
Nonostante la festa, l’attenzione resta alta, date le sfide climatiche che minacciano il Tuber Magnatum Pico. Un fattore che incide anche sui prezzi: l’anno scorso, secondo il “borsino” del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba, la quotazione media per gli esemplari dai 15 ai 20 grammi è partita dai 400 euro all’etto l’11 ottobre, per poi arrivare a 500 euro a inizio novembre e ridiscendere a dicembre.
«La stagione 2025 era partita in sordina ed è stato veramente difficile approvvigionarsi per le esigenze turistiche della zona», racconta Carlo Olivero, vicepresidente dell’Associazione Tartufai di Alba. La spiegazione è legata soprattutto alle condizioni climatiche: «Il tartufo è particolarmente sensibile alle alte temperature. La scarsità di precipitazioni, soprattutto in alcune zone, non è uniforme. Nel Piemonte orientale, verso le province di Asti e Alessandria, ci sono piogge un po’ più abbondanti, mentre nel Cuneese e nell’Albese questo fatto si è accentuato». In oltre 45 anni, il cambiamento è palpabile e i boschi dove cercare sono diminuiti: «La differenza di produzione è notevole. Ci siamo associati e abbiamo cercato di ovviare al problema della tutela del patrimonio boschivo», dice Olivero.
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Proprio su questo fronte si inserisce l’iniziativa dell’Associazione Tartufai di Alba, che ha messo a dimora 1.032 piante tartufigene, collaborando anche con gli agricoltori della Cia. Altre 600 sono pronte per essere piantumate grazie al sostegno dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, del Rally Regione Piemonte e dell’azienda Morando.
«Ci siamo dati l’obiettivo di mettere a dimora 900 piante in 4 anni e siamo riusciti a superare le mille – ha spiegato Giuseppe Marengo, presidente del sodalizio che ha raggiunto i cento associati –. So che è una frase fatta, ma se non ci sono gli alberi non ci sono i tartufi. Per noi non è solo un business, è una tradizione ed è nel nostro dna. Queste piante daranno i frutti tra 6, 8 o 10 anni, per cui noi pensiamo al futuro. Vogliamo anche preservare le tartufaie attive tenendole pulite e facendo la manutenzione necessaria».
Accanto alla tutela, un ruolo di rilievo nella promozione è giocato dalla Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, che partirà il prossimo 10 ottobre con l’edizione 96 dal titolo “Autentiche relazioni”.
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A spiegarne il peso sul territorio è il presidente dell’Ente Fiera, Axel Iberti: «Dentro il Mercato mondiale si aggirano intorno ai 100mila visitatori paganti l’anno. Il flusso invece di persone che usano Alba come collettore per scoprire il territorio è di oltre 600mila. Rispetto al periodo Covid, l’Osservatorio turistico del Piemonte dimostra come l’anno scorso per presenze e arrivi abbiamo avuto degli incrementi tra il 9 e l’11%. Speriamo che quest’anno, nonostante la situazione globale, questo valore positivo possa essere confermato».
E oltre a creare flussi turistici, la Fiera genera anche un notevole indotto: «A luglio abbiamo presentato in Bocconi, non a caso all’Auditorium Michele Ferrero, i numeri della manifestazione, che ha una ricaduta solo sulla provincia di Cuneo diretta e indiretta di 43 milioni di euro. Questo significa avere un impatto concreto anche in termini anche occupazionali».
Fonte: torino.repubblica.it


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