ANDARE A TARTUFI, l’APP per la CERCA e CAVATURA del TARTUFO in ITALIA. Quotazioni tartufo, fasi lunari, andare a tartufi shop, attrezzatura per andare a tartufi, tartufo notizie rassegna stampa, normative legali raccolta tartufi, aTartufi dizionario, le specie di tartufo, piante da tartufo in natura, cani da tartufi, addestramento e accessori, tartufo ricette.

Alba, ieri l’Investitura del Podestà si alza il sipario sulla Fiera del Tartufo Bianco – Il Corriere di Alba Bra

Il sipario sulla grande tradizione albese si è alzato ieri, sabato 26 settembre, in una gremita Piazza Risorgimento. Con la rievocazione storica dell’ Investitura del Podestà , Alba ha dato ufficialmente il via alla sua Fiera Internazionale del Tartufo Bianco , fondendo in un unico, grande evento le radici medievali della città e lo spirito festoso della comunità.

La cerimonia non è soltanto un suggestivo tuffo nel passato, ma la rievocazione vivente di una leggenda che affonda le sue radici in fatti realmente accaduti nel XIII secolo. Era il 10 agosto 1275 quando le truppe di Asti, acerrima nemica di Alba, misero a ferro e fuoco il Monastero di San Frontiniano, correndo poi un palio lungo le mura della città rivale per ostentare la propria supremazia. Un episodio documentato anche dal cronista Guglielmo Ventura, che rappresenta la prima traccia storica del Palio di Asti.

Per tutta risposta, la leggenda narra che il nuovo Podestà di Alba ordinò di beffarsi degli astigiani istituendo un insolito palio cittadino corso con gli asini. Una provocazione goliardica e geniale che, ancora oggi, rivive intatta nella tradizione.

La piazza si è trasformata in un palcoscenico medievale grazie a un rigido e affascinante protocollo. Ad aprire la sfilata è stata la Signora di Alba — figura allegorica della città — accompagnata da ancelle, danzatrici e dalle rappresentanze dei Borghi con i loro stemmi e colori. A seguire, l’imponente ingresso del Gruppo Storico del Comune: il Podestà, il notaio, lo scriba, il vescovo, alcuni prelati, il Capitano del Popolo e la scorta armata.

Momenti clou della cerimonia sono stati la lettura formale del giuramento e la consegna al Podestà degli attributi del suo potere: la spada, il medaglione e la chiave , quest’ultima simbolo della città che idealmente apre le porte della Fiera. Subito dopo, i Reggitori dei Borghi hanno prestato l’atto di sottomissione al nuovo Signore, chiedendo e ottenendo l’autorizzazione di rito per correre il celebre Palio degli Asini la domenica successiva.

Rievocare la figura del Podestà significa anche ricordare il volto politico del Medioevo: un amministratore super partes, forestiero per garantire imparzialità nell’esercizio del potere esecutivo e giudiziario (mentre il comando delle milizie spettava al Capitano del Popolo), la cui carica, nata per durare da sei mesi a due anni, si trasformò col tempo in una vera e propria professione stipendiata.

Oggi, quell’antico rigore istituzionale si scioglie in un clima di festa collettiva, suggellato anche quest’anno dall’esibizione spettacolare degli sbandieratori della “Città di Alba”. Il Medioevo è tornato a vivere, e la Fiera del Tartufo Bianco può ufficialmente avere inizio.

Fonte: ilcorriere.net


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *