Le cucciolate del Carpino nero crescono a Montepiano nel comune di Vernio. Una storia nata nel 1995
La storia La storia di Andrea Langianni, primo e unico allevatore professionista di cani di razza Lagotto Romagnolo con pedigree in provincia di Prato, è certamente una storia d’amore per gli animali, ma anche per la famiglia e per il territorio boscoso della Valbisenzio.
E’ iniziato tutto nel 1995 quando il padre, Fabio Langianni, notò che in Calvana qualcuno andava con i cani a tartufi, poco dopo lesse su una rivista che a Ponsacco c’era una cucciolata di lagotti. “Lo accompagnai – racconta Andrea – avevo solo 6 anni ma ricordo benissimo quella giornata, il proprietario dei cuccioli aveva dei baffi rossi arrotolati che mi colpirono come mi colpì la nostra canina, la prima, che brillava tra gli altri. Si chiamava Briciola – racconta ancora Langianni – e per lei il mio babbo attivò la procedura per il riconoscimento di razza e ottenemmo il pedigree di prima generazione. Con Briciola abbiamo partecipato agli eventi del Club Italiano Lagotto già nel 1997. Ero un adolescente e nel 2008, mio padre venne a mancare per un incidente. Rimasi con due cani, mamma e figlia, è stata questa la grande eredità di mio padre”,
Langianni parla così dell’avvio dell’avventura che l’ha portato ad aprire e a perfezionare il suo allevamento di Lagotti “del Carpino Nero”, cani di taglia media e di buon carattere, specializzati nella ricerca di tartufi.
“Iniziai a cercare una femmina per il mio cane, ma a settembre 2011 tornai a casa con un maschio bianco e marrone, Bauto, che è stato il capostipite. Mi buttai – aggiunge – in questo mondo da zero, senza esperienza, con molta passione. Mi sono diplomato perito elettronico al Buzzi e poi laureato in management ho fatto altri lavori, ma ora la mia professione è quella dell’allevatore da oltre 10 anni, ho investito così il mio tempo”.
Langianni rammenta la sua prima cucciolata: “Fu nel 2014, con l’entusiasmo di un ragazzo di 25 anni, mi ero trasferito vicino a Borgo San Lorenzo, nell’allevamento di una persona che allevava altre razze, ma era una situazione complicata, così scappai per tornare a Vernio e andai nella piccola Rimondeto sopra la frazione di Celle, poche case ma avevo delle strutture in cui gli animali stavano benissimo. La soluzione trovata rimaneva però temporanea, ero in attesa di trovarne una definitiva, dove vivere e lavorare, una casa con terreno agricolo. Ho girato tutta la Toscana, finché la fortuna mi ha sorriso con questa proprietà in vendita a Montepiano, sono riuscito ad acquistarla”. Ad aiutare l’allevatore di cani è stata l’amministrazione comunale di Vernio. “Ho avuto il permesso di costruire l’allevamento qui, volevo che tutto fosse in perfetta regola. Ci tengo a sottolineare – dice Langianni – che dopo un primo smarrimento il Comune è stato sempre disponibile. A dicembre ho ricevuto il permesso ufficiale”. Già realizzate due platee di cemento di 22 metri e 10 box per i cani, pavimentati e altri 10 arriveranno a breve. “Tutto sarà corredato da un’area per la sgambatura dei cani”. Il progetto sta diventando sempre più grande e ormai esporta i suoi cuccioli di alta selezione in tutto il mondo.
“Tra poco verranno a prendere uno degli ultimi nati dall’America, poi ne manderò un altro in Giappone, ho contatti anche in Messico Emirati Arabi Dubai Corea, Australia e in Europa”.
Lo scopo dell’allevamento è la tutela del Lagotto romagnolo. Si tratta di un cane speciale che perde pochissimo pelo e non dà problemi ai soggetti allergici ai peli, per ciò è richiesto dalle famiglie, anche all’estero.
“La volontà è di selezionare questa razza secondo salute, carattere, morfologia e attitudine alla cerca del tartufo, solo il tempo dirà se siamo stati in grado di giungere alla meta” conclude Langianni.
Fonte: lanazione.it


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