L’Umbria più autentica si svela tra le pieghe della Valnerina, dove Scheggino emerge come un piccolo capolavoro di architettura difensiva…
L’Umbria più autentica si svela tra le pieghe della Valnerina, dove Scheggino emerge come un piccolo capolavoro di architettura difensiva e tradizioni gastronomiche secolari. Siamo nella patria del tartufo , un prodotto che qui è identità profonda: basti pensare che già nel Cinquecento l’amministrazione locale ampliava la Chiesa di San Nicola , finanziandola con le multe inflitte ai cacciatori di frodo del prezioso tubero.
Oggi questa eredità è celebrata nel Museo del Tartufo nella piazza principale, punto di partenza per un viaggio che intreccia natura e storia. Ma il destino di Scheggino è legato anche alle sue acque cristalline. Il fiume Nera e le sorgenti di Valcasana alimentano le trotiere, fulcro vitale del paese sin dai tempi antichi. Le vasche, recentemente ristrutturate per mantenere un aspetto semi-naturale, raccontano di un’autosufficienza antica, dove la trota rappresentava il sostentamento primario per una comunità protetta da imponenti mura.
Passeggiando nel Parco di Valcasana , tra laghetti dedicati alla pesca sportiva e canali dove l’acqua scende pura dalla montagna, si percepisce ancora l’eco delle attività del XVII secolo, quando queste stesse fonti venivano incanalate per la colorazione dei panni lana con lo scotano. Il borgo si arrampica ripido con una struttura a castello risalente al Duecento.
Tra vicoli strettissimi – come il suggestivo ’Baciafemmine’, – si sviluppa l’ Albergo Diffuso Torre del Nera . Con le sue 28 sistemazioni nel castello e nel cassero, questa struttura permette di vivere un’esperienza immersiva. Simbolo della resilienza locale è la Chiesa di San Nicola , che custodisce affreschi legati al periodo del leggendario assedio del 1522. Fu in quell’anno che, con gli uomini lontani nei campi, le donne di Scheggino presero il comando della difesa, respingendo l’attacco dei ’briganti’ provenienti dagli altri comuni della valle riuscendo a preservare la fedeltà al Ducato di Spoleto.
Oltre al nucleo principale, il territorio di Scheggino si frammenta in dieci frazioni di rara bellezza, come Monte San Vito, incastonato a mille metri, o San Valentino, ultimo avamposto verso la provincia di Terni. Un ecosistema che oggi punta all’armonizzazione totale grazie al progetto di un parco botanico che unirà le infrastrutture esistenti in un unico polmone verde, mantenendo viva quella fusione tra uomo e natura che rende Scheggino una perla rara dell’entroterra umbro.
Fonte: quotidiano.net


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