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Con il decreto del presidente della Regione, Vito Bardi, del 21 aprile scorso, è stato riconosciuto lo status di «tartufaia controllata» per circa 143 ettari di bosco
La Basilicata si prepara ad accogliere la tartufaia più grande d’Europa . Un primato che proietta la regione lucana al centro di una strategia ambiziosa, dove ambiente ed economia si incontrano nel segno della sostenibilità. Con il decreto del presidente della Regione, Vito Bardi, del 21 aprile scorso, è stato riconosciuto lo status di «tartufaia controllata» per circa 143 ettari di bosco di proprietà dell’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura (Alsia), situati tra Pisticci e Scanzano Jonico, lungo la fascia jonica lucana. Un’estensione che ne fa la più grande riserva di questo tipo a livello europeo.
Il provvedimento segna un cambio di passo nella gestione del patrimonio forestale regionale : l’obiettivo dichiarato è trasformare il bosco in una risorsa produttiva senza comprometterne gli equilibri naturali. Alle spalle, un lavoro tecnico e istituzionale condiviso tra Alsia, l’Associazione Nazionale Tartufai Italiani Basilicata e l’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio della Basilicata, inserito nel nuovo Piano di Gestione Forestale regionale, ancora in fase di approvazione. Ma la portata dell’iniziativa va oltre l’aspetto economico . Le pinete joniche rappresentano una barriera naturale contro l’erosione costiera e proteggono le aree agricole interne: la loro valorizzazione rientra nelle politiche di conservazione attiva del territorio, in linea con il regolamento regionale che individua nel tartufo anche un indicatore di qualità ambientale e biodiversità.
Sul piano operativo, il piano prevede interventi mirati per aumentare la produttività delle aree: diradamenti selettivi, spalcature, nuove piantumazioni di essenze tartufigene e gestione delle radure. In programma anche infrastrutture di protezione, come recinzioni e cartellonistica, per regolamentare gli accessi e contenere i danni causati dalla fauna selvatica. «La pineta jonica è un presidio ambientale che dobbiamo proteggere e valorizzare con scelte sostenibili – ha dichiarato il direttore dell’Alsia, Michele Blasi –. Il riconoscimento delle tartufaie controllate rappresenta un’opportunità concreta. In Basilicata il tartufo sta acquisendo un peso crescente, anche grazie al bianco della Valle del Serrapotamo, sempre più presente sui mercati nazionali e internazionali».
Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala: «Quando la gestione del patrimonio forestale diventa attiva e programmata produce effetti che riguardano ambiente, economia e comunità locali. È su questo equilibrio che stiamo lavorando per la Basilicata». Per l’assessore si tratta «non di un intervento isolato, ma di parte di una visione più ampia che punta a qualificare l’offerta regionale e a costruire nuove opportunità di posizionamento anche nei mercati di alto valore». In questo quadro si inseriscono anche le iniziative di promozione del tartufo lucano, a partire dall’asta del tartufo bianco pregiato della Basilicata, che ha già aperto relazioni a livello internazionale. «È da qui – ha concluso l’assessore – che passa una nuova idea di sviluppo capace di tenere insieme tutela del territorio e crescita economica in modo credibile e duraturo ». Un investimento che punta a rafforzare la filiera del tartufo e, insieme, l’identità di un territorio che scommette sul proprio patrimonio naturale per costruire nuove opportunità di crescita.
5 maggio 2026 ( modifica il 5 maggio 2026 | 12:29)
Fonte: bari.corriere.it


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