Duro attacco del referente dei tartufai abruzzesi Berardo Di Giandomenico, in merito al programma televisivo Report che si è occupato del mondo dei tartufi parlando di un’operazione che offende e danneggia l’Abruzzo e l’Italia, terra di tartufo d’eccellenza:
“È inaccettabile che in un racconto sul tartufo l’Abruzzo non venga mai citato, nonostante sia una delle regioni leader per qualità e quantità. Ancor più grave è sostenere che il nostro prodotto sia uguale a quello importato dalla Cina, È un falso tecnico e culturale che non colpisce solo l’Abruzzo, ma l’intera filiera italiana, servendo unicamente a svalutare l’eccellenza del nostro Paese per favorire importazioni massive di scarso valore. Di Giandomenico sottolinea la necessità di strumenti normativi più forti: “È tempo di accelerare sul riconoscimento delle certificazioni Dop e Igp per il tartufo italiano. Solo attraverso una tracciabilità ferrea e marchi di tutela comunitari possiamo proteggere i nostri cavatori e i consumatori dalle mistificazioni.
Equiparare il tartufo italiano a quello estero significa tradire i consumatori e ignorare il valore legale e qualitativo che solo i prodotti certificati possono garantire.”La risposta del territorio sarà netta. Il prossimo 2 giugno, a Catignano (città del tartufo), in occasione dell’ottava edizione de “Il Tartufo tra i sapori d’estate”, l’Abruzzo rivendicherà il suo ruolo centrale nella geografia del gusto italiana. In quell’occasione verrà presentato il progetto “Area Vestina, rete europea del gusto”, nato proprio per tutelare l’identità dei nostri prodotti e promuovere i regimi di qualità Dop/Igp contro le aggressioni del mercato globale.”
“È un’esperienza che nessuna importazione asiatica potrà mai copiare. Difendiamo la dignità dell’Italia, il valore delle nostre certificazioni e il lavoro dei nostri tartufai contro chi vuole rendere tutto una merce indistinta.”
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Fonte: ilpescara.it


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