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Basilicata, filiera del tartufo vale 20 milioni, 1280 cercatori

– Una filiera che vale circa 20 milioni di euro l’anno, 1.280 tesserini attivi per la ricerca e la cavatura e otto tartufaie riconosciute. Sono questi i numeri del comparto tartuficolo della Basilicata, che punta ora a rafforzare il legame tra produzione, ristorazione, turismo e promozione territoriale.

Dal 20 al 29 novembre Matera ospiterà “Tesori dalla Terra”, dieci giorni dedicati al tartufo bianco pregiato lucano, con 8 show cooking, oltre 20 appuntamenti tra talk, masterclass e lectio magistralis, due esposizioni artistiche e circa mille bambini coinvolti nelle attività sulla biodiversità. L’evento è stato presentato oggi a Roma, presso l’associazione nazionale della stampa estera.

Tra le novità dell’edizione 2026, c’è l’allargamento dell’asta internazionale. Ai collegamenti già attivati con Hong Kong, Washington e Berlino, si aggiungerà Montecarlo. Nel 2025 l’asta aveva raccolto oltre 22 mila euro per finalità solidali, con un tartufo bianco da 550 grammi aggiudicato a Hong Kong per 10.500 euro.

Anche l’edizione 2026 si chiuderà nel segno della beneficenza. Il protagonista è il Tuber magnatum Pico, il tartufo bianco pregiato, presente in particolare nella Valle del Serrapotamo e con una stagione di raccolta tra il primo ottobre e il 31 dicembre. La geografia tartufigena lucana comprende anche i boschi del Pollino, le colline del Materano e del Medio Agri, le vallate del Potentino e le pinete costiere del Metapontino, dove trova habitat anche il bianchetto lucano.

La presenza di bianco pregiato, nero pregiato, bianchetto, scorzone e uncinato – spiegano gli organizzatori – consente alla Basilicata di distribuire la produzione su più stagioni e di valorizzare una biodiversità legata a territori che vanno dalla costa ionica fino alle aree interne e montane, a quote che raggiungono i 1.500 metri”.

Fonte: ansa.it


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