La cerca e cavatura del tartufo sul nostro territorio coinvolgono molti appassionati
L’Empolese Valdelsa terra di sperimentazione universitaria su scala internazionale per incrementare ed ottimizzare la nascita e la conseguente ricerca dei tartufi in specie quello bianco, adattarli al clima che cambia, e si comincia a parlare di “micoturismo“. A Montespertoli, l’azienda agricola Il Sole di Nebbiano di Diego Tomasulo è protagonista del primo Living Lab italiano del progetto europeo “Prima Cosmos“ (che sta per Coordinated Optimization for Sustainable Mediterranean Agroforestry with Truffles and High-Value Species), cofinanziato da un programma Ue. Responsabile scientifica per l’Italia è la professoressa Claudia Perini, del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena. “Il progetto – spiega la stessa docente – intende ottimizzare sistemi agroforestali innovativi nell’area mediterranea, integrando la coltivazione del tartufo con specie arboree autoctone e colture ad alto valore (piante officinali, frutteti, vigneti).
L’obiettivo è accrescere la resilienza climatica, tutelare la biodiversità del suolo e diversificare il reddito delle comunità rurali. In Italia, le attività di sperimentazione faranno tutte perno sul centro dimostrativo in Toscana presso l’Azienda Agricola Il Sole di Nebbiano, gestito dall’Università di Siena”. “Nell’ambito del progetto – riprende la professoressa Perini – stiamo attivando il primo Living Lab nazionale: un laboratorio a cielo aperto per favorire il trasferimento tecnologico e la cooperazione tra agricoltori, istituzioni e decisori politici”. A tal proposito, il Dipartimento di Scienze della Vita ha incaricato la dottoressa Laura Giannetti di curare la gestione e l’organizzazione dell’evento, che si terrà il 17 settembre al Museo del Territorio ai Lecci in via Lucardese 74 dalle 10-17 con questo programma: saluto del sindaco Alessio Mugnaini (anche presidente dell’Unione e delegato agricoltura dell’Anci), alle 10.30 l’intervento della professoressa Perini; alle 11.45 Enrico Marone (Università di Firenze, Dipartimento Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali) riferirà sul “Tuber magnatum“ nell’economia dell’azienda agricola; alle 11 Elena Salerni (Università di Siena, Dipartimento Scienze della Vita) parlerà della sperimentazione in atto sul sito dimostrativo, dopodiché ci sarà la relazione di Francesca Starnotti, della Fattoria di Collebrunacchi a San Miniato, che illustrerà appunto esperienze di “micoturismo“. Dopo un confronto di idee è attesa la relazione di Livia Lazzarotto, della Regione Toscana. Alle 15 la scena risposta al “Sole di Nebbiano“ per il taglio del nastro del primo Living Lab (in sostanza laboratorio dal vivo) nazionale. Le prove in campo saranno illustrate da Lorenzo Gardin (Cnr, Istituto Bio Economia di Firenze) e dalla dottoressa Giannetti.
Afferma Diego Tomasulo, titolare de Il Sole di Nebbiano: “Per noi essere scelti come sito dimostrativo per un progetto europeo così importante è un orgoglio enorme. Il Sole di Nebbiano nasce dal rispetto per questa terra: dove vigna e bosco tartufigeno convivono da sempre. Oggi dimostriamo che questa tradizione può diventare innovazione, scienza e futuro per tutta l’agricoltura toscana. Aprire la nostra azienda a ricercatori e colleghi agricoltori è il modo più bello per restituire valore al nostro territorio”.
Fonte: lanazione.it


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