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Istria del Tartufo: festival, frittate giganti e borghi d’autunno

L’autunno in Istria ha il profumo inconfondibile della terra umida, dei boschi ombreggiati e del suo tesoro più prezioso: il tartufo bianco ( Tuber magnatum Pico ). Nella penisola croata proiettata nell’Adriatico, a una sessantina di chilometri da Trieste, il tartufo non è una semplice ingrediente gastronomico, ma il cuore pulsante dell’identità locale . Tra la valle del fiume Quieto (Mirna) e le colline coltivate, l’autunno trasforma il territorio compreso nel triangolo tra Buie (Buje), Pinguente (Buzet) e Pisino (Pazin) in una destinazione imperdibile per gli amanti del turismo esperienziale.

Cercare e degustare il tartufo bianco da settembre a dicembre significa immergersi in un paesaggio unico. Qui il terreno argilloso e il microclima ideale creano le condizioni perfette per la crescita di questo fungo ipogeo. I viaggiatori possono vivere l’emozione della “caccia al tartufo” accompagnando i tartufai locali e i loro cani addestrati nei boschi, scoprendo il profondo legame tra gastronomia, paesaggio e saperi artigianali.

Il calendario delle manifestazioni autunnali prende il via a Buzet (Pinguente) , conosciuta a livello internazionale come la “città del tartufo”. Il weekend del 12 e 13 settembre la località celebra la festa di Subotina , uno degli appuntamenti più attesi dell’anno.

Il momento clou del sabato è la preparazione della spettacolare fritada gigante: un’enorme frittata al tartufo cucinata in una padella di ben 2,5 metri di diametro, per la quale vengono utilizzate oltre 2000 uova (2026 per l’edizione corrente) e chili di tartufo fresco. Il centro storico si anima con degustazioni, intrattenimento musicale e stand gastronomici.

La domenica, con Subotina all’antica , il borgo compie un vero e proprio salto nel tempo, rievocando l’atmosfera tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. I residenti indossano abiti d’epoca, mentre le vie del paese diventano “etno-strade” dedicate agli antichi mestieri: falegnami, bottai, calzolai, sartine, tessitori e speziali mostrano dal vivo abilità manuali ormai rare, accompagnati dalle melodie degli strumenti musicali tradizionali istriani.

La narrazione del tartufo si intreccia anche con l’arte e la bellezza paesaggistica dei borghi arroccati sulle colline dell’interno.

A fine settembre, dal 24 al 27 settembre , la cittadina di Grožnjan (Grisignana) —nota borgo d’artisti ricchissimo di gallerie e atelier—ospita il celebre incontro d’arte Ex Tempore , combinando la creatività pittorica con la scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio.

Proseguendo verso la valle del fiume Quieto, la tappa d’obbligo è Livade (Levade) , considerata il vero epicentro della raccolta del tartufo bianco, dove durante i fine settimana autunnali si tengono mostre mercato e aste dedicate ai pezzi più pregiati. Poco distante svetta Motovun (Montona) , iconico borgo medievale cinto da mura da cui si gode una vista mozzafiato sui boschi sottostanti, luogo ideale per abbinare una passeggiata storica alla degustazione di piatti a base di tartufo fresco, olio extravergine d’oliva e Terrano locale.

L’autunno istriano è molto più di una stagione turistica: è un invito a rallentare, esplorare la natura incontaminata e celebrare una tradizione culinaria che continua a rinnovarsi nel rispetto delle proprie radici.

Fonte: gist.it


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