Recapiti: Domenico 335 5498898 ; Deborah 345 7001066 ; Rosa 329 2508153 .
La masterclass delle 18 comincia insieme al lavoro della pittrice; l’orario di chiusura non è comunicato, così chi entra non sa se la troverà ancora all’opera quando uscirà.
Più tardi basta che il servizio si prolunghi perché il Castello accolga chi arriva a musica iniziata; l’esibizione con il fuoco delle 23 segna l’ultimo orario annunciato.
La sessione pittorica occupa la prima ora del Walking Tasting . Chi desidera seguirla per intero può chiedere una partenza dopo mezzogiorno; poco dopo comincia il servizio del pranzo, però la durata di ogni assaggio rimane sconosciuta. Al telefono serve una risposta: il turno assegnato lascia il tempo di pranzare?
Castropignano rientra nella zona della Tintilia del Molise DOC . Il vino deve provenire per almeno il 95% dal vitigno Tintilia ; la quota restante ammette uve non aromatiche idonee alla coltivazione nelle province di Campobasso e Isernia.
La DOC comprende rosso e rosato. Per il rosso è prevista anche la riserva. Il nome dell’evento nasce da un’appartenenza reale del comune alla zona di produzione.
Un posto riservato, da solo, non basta a organizzarsi. Chi chiama deve sapere l’orario assegnato e il punto di ritrovo; servono poi il prezzo dell’esperienza e la modalità con cui arriva la conferma. La scheda dell’evento si ferma prima.
Non c’è un modulo online né una scadenza. Restano da chiedere due cose: se siano accettati i messaggi e se le disponibilità residue vengano assegnate in giornata. Per la prevendita mancano il punto vendita e il termine di acquisto.
Il Walking Tasting annuncia cinque assaggi senza riportare cantine ed etichette; mancano anche le annate. Non sappiamo quanti rientrino nella DOC.
Tasting e masterclass non hanno prezzo né durata comunicati. Del Salotto dei Vini manca la formula: accesso libero con assaggi separati oppure ingresso con quota unica?
Nero d’Estate è il titolo della masterclass. Nelle preparazioni compare soltanto la parola tartufo, senza specie o provenienza; non sappiamo se cavatelli e uovo ricevano lo stesso prodotto.
L’elenco degli espositori non compare nel materiale diffuso. I tartufai restano senza nome. Lo stesso vale per le aziende alimentari e le cantine presenti agli stand.
Le visite guidate riguardano il borgo antico. L’accesso alle sale del Castello d’Evoli non compare e la jam session è l’unico appuntamento collocato espressamente nella sua area; chi desidera entrare nel maniero deve chiedere se il turno scelto lo comprenda.
Una mappa con l’ingresso dell’area fieristica non è stata pubblicata. Mancano parcheggi consigliati ed eventuali navette, mentre le limitazioni alla circolazione e il luogo di partenza delle visite rimangono sconosciuti. Manca ogni indicazione sulle condizioni di accesso per chi ha mobilità ridotta o viaggia con un passeggino.
L’alternativa al pomodoro riguarda soltanto i cavatelli; il resto del vassoio rimane invariato. Gli allergeni non sono elencati e non vengono annunciate opzioni prive di uovo o glutine. Per chi ha esigenze alimentari, la possibilità di adattare il menù resta senza risposta.
Fonte: sbircialanotizia.it


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