Quando le spiagge si svuotano, l’Istria svela il suo lato più intimo e affascinante. Tra settembre e ottobre si trasforma in una destinazione gourmand d’eccellenza, dove i colori dei vigneti e degli uliveti incontrano i profumi del bosco e le tradizioni culinarie. Pensare che l’autunno istriano sia solo il ricordo del mare estivo o la ricerca del pregiato tartufo bianco è riduttivo. Oggi la penisola racconta una storia enogastronomica ben più ricca, in cui i grandi classici della tradizione contadina convivono con una giovane scena artigianale fatta di microbirrifici creativi, gin distillati con botaniche locali, liquori tipici e manifestazioni organizzate a due passi dal mare.
Il viaggio tra i sapori dell’autunno inizia dal cuore verde dell’entroterra, dove la vegetazione custodisce segreti preziosi. Il triangolo compreso tra Buie, Pinguente e Pisino , solcato dalle acque del fiume Quieto, è storicamente la culla del tartufo bianco . Il vero epicentro di questa tradizione è il borgo medievale di Montona (Motovun) , arroccato su una collina che domina la foresta sottostante. Qui, il 5 settembre , si inaugura ufficialmente la stagione della raccolta: un’esperienza immersiva che permette ai visitatori di affiancare i mastro-tartufai e i loro cani addestrati in un’autentica battuta di caccia nel bosco, seguita da degustazioni a chilometro zero.
L’altro grande protagonista della tavola è il prosciutto istriano, chiamato “vijulin” (violino) dagli abitanti del posto per la sua forma elegante e per il valore quasi nobiliare attribuitogli dalla norcineria locale. Per assaporarlo nelle sue stagionature migliori, l’appuntamento da segnare in agenda va dal 16 al 18 ottobre nella cittadina di Antignana in occasione della Fiera Internazionale del Prosciutto ISAP.
L’autunno istriano stupisce anche per la straordinaria ricchezza della sua arte della distillazione e della fermentazione. La cultura delle grappe vanta radici antichissime: si va dalla “biska”, preparata con vischio selezionato ed erbe aromatiche secondo una ricetta tradizionale originaria di Colmo (nota per essere la città più piccola del mondo), alla “ruda” dal caratteristico colore verde, fino alla dolcissima “medica” a base di miele locale. Negli ultimi anni, a questo patrimonio si sono affiancate interpretazioni decisamente più contemporanee, come il “teranino” — un delizioso liquore speziato e avvolgente ottenuto dal vino Terrano — e una produzione di gin artigianali che valorizzano le botaniche spontanee e i profumi della macchia mediterranea. A Rovigno, il 23 e 24 ottobre, il festival “GinIstra” celebra proprio questo felice matrimonio tra erbe del territorio, mixology moderna e ricerca culinaria. Intanto, cresce la passione per la birra craft , grazie a piccoli birrifici indipendenti che sperimentano stili classici e ricette speciali aromatizzate al caffè, alle spezie o persino al tartufo.
La stagione autunnale è infine indissolubilmente legata al rito della vite, della vendemmia e della convivialità . A Buie, dal 18 al 20 settembre , si celebra la 120ª edizione della Festa dell’Uva, un appuntamento popolare che riempie il centro storico di musica, folklore, colori e degustazioni enologiche. Per chi ama coniugare il piacere del calice a una piacevole camminata all’aria aperta, il 26 settembre a Cittanova torna l’evento “Wine & Walk by the Sea”, passeggiata panoramica tra scorci marini, vigneti e soste golose.
Il gran finale della stagione va in scena ancora una volta a Montona il 17 e 18 ottobre con il Festival del Terrano e del Tartufo .
Fonte: vdgmagazine.it


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