Un cane per difendere gli altri cani. Si chiama Hero ed è stato addestrato per la ricerca di esche avvelenate sparse per i âcolleghiâ a quattro zampe da caccia e per la ricerca dei tartufi. Una pratica antica mai abbandonata, che nelle campagne astigiane mette a rischio non solo i cani ma tanti animali che âabitanoâ la campagna.
Fenomeno diffuso in tutto il Piemonte che ha ripercussioni sulla sicurezza delle persone e la tutela dell’ambiente.
Lâiniziativa Uca (Unità cinofila antiveleno) è della Provincia di Asti .
Lâaddestramento, svolto in collaborazione con la società Nose Evolution ASD si è concluso con il superamento dell’esame di abilitazione previsto dal percorso formativo.
L’unità cinofila antiveleno è composta da Hero, dal suo conduttore e da un assistente: interviene in seguito a segnalazioni provenienti da istituzioni, forze di polizia, associazioni di protezione animale e cittadini, con l’obiettivo di individuare e rimuovere tempestivamente esche presenti sul territorio.
Simone Nosenzo, presidente della Provincia , spiega: âLa Provincia compie un ulteriore passo nel rafforzamento delle attività di tutela del territorio. è un servizio altamente specializzato che rappresenta un investimento concreto nella sicurezza dei cittadini, nella protezione degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente.»
«L’utilizzo di esche avvelenate è un fenomeno che va contrastato con determinazione â aggiunge il consigliere delegato, Davide Migliasso â perché mette a rischio la fauna selvatica, gli animali domestici, e l’intera collettività . Grazie alla preparazione di Hero e alla professionalità degli operatori la Provincia dispone di uno strumento per intervenire rapidamente».
Eventuali segnalazioni o informazini: Provincia di Asti, Ufficio Caccia e pesca tel. 0141.433286 caccia.pesca@provincia.asti.it
Intanto la Regione ha dato il via al progetto sperimentale per la costituzione del primo gruppo di unità cinofile della Polizia locale a valenza regionale: un modello innovativo che metterà in rete le professionalità già presenti sul territorio, offrendo un servizio qualificato anche ai Comuni che oggi non dispongono di queste importanti risorse.
Per sostenere l’iniziativa è stato previsto uno stanziamento iniziale di 30 mila euro. Le unità cinofile saranno impiegate in attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nella ricerca di persone scomparse, nella gestione di grandi eventi e in numerosi interventi di supporto operativo, contribuendo a rafforzare la capacità di risposta dei Comandi e la sicurezza delle comunità locali.
Fonte: lastampa.it


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