Chiediamo al proprietario del bene di mettere in pratica quello che c’è sulla carta», dice Lodi
“Al Bosco della Panfilia a Terre del Reno, la situazione è veramente grave. Occorre fare qualcosa”. A lanciare l’allarme è Michele Lodi , presidente Associazione Tartufai Panfilia , che descrive un bosco pericoloso per le persone ma anche in caso di piena o di incendio , come accaduto di recente richiedendo ai vigili del fuoco tempo prezioso e sforzi per arrivare al fuoco.
“Con il forte vento dei temporali di questo periodo, sono caduti molti alberi ad alto fusto che rendono difficoltoso l’accesso, con sentieri invasi dai tronchi aggravando la situazione – dice – Il bosco era già in pessime condizioni di manutenzione, pur essendoci un piano di controllo e gestione stilato, che dovrebbe essere messo in pratica dalla Regione, per tutelare questo patrimonio ma che non viene messo in pratica adeguatamente. Ai già molti alberi caduti si aggiunge il colpo molto duro di questi giorni, a un ambiente già in crisi – spiega – mancando la pulizia, non vi è il rinnovo delle piante che dunque si perdono, ma nemmeno la tutela di quelle storiche perché, avviluppate dall’edera, si seccano o cadono, andando ad abbattere o danneggiare altre piante. Questo crea larghi spiazzi di legno secco, dove rovi e edera prendono il posto degli alberi”.
Situazione pericolosa soprattutto d’estate, quando basta poco per far scatenare gli incendi. “Stiamo perdendo un enorme patrimonio che invece ha tutte le carte in regola per ricevere le attenzioni che merita – sottolinea – Il punto più importante è che il Bosco è una cassa di espansione del Reno, studiata per contenere le piene e ridurre il flusso dirompente del fiume grazie a un reticolo di canali e fossi minori che hanno il compito di far entrare l’acqua del fiume quando raggiunge un certo livello, ma non tracimando dall’argine minore. Ora il legname ostruisce tutto l’apparato idraulico e, in caso si alzassero i livelli, potrebbe essere trascinato via dalla corrente, con la possibilità di arrecare danni a valle”.
Sulla situazione in passato vi era già stato un discreto dibattito politico, chiamando in causa anche qualche rappresentante della Regione. “Chiediamo al proprietario del bene di mettere in pratica quello che c’è sulla carta – conclude – non è possibile che venga abbandonato un bene così prezioso per la salute dell’ambiente e delle persone”.
Fonte: ilrestodelcarlino.it


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