Ricucire con gli Stati Uniti, anche per salvaguardare l’export piemontese negli States . In particolare, quando si parla di agroalimentare . Sembra essere questo il senso della partecipazione del Piemonte al Summer fancy food show di New York , la prestigiosa fiera dell’agroalimentare newyorchese. Ci sarà anche un messaggio distensivo del presidente della Regione, Alberto Cirio. Sollecitato in tal senso – riferisce la Stampa – dalle parole distensive della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo la recente polemica con Donald Trump.
La delegazione piemontese alla fiera di New York, dal 28 al 30 giugno , sarà formata da 17 aziende: si tratta dell’undicesima volta per la regione. A guidare la missione sarà lo stesso Alberto Cirio, con l’assessore all’Agricoltura, Paolo Bongioanni . Nel 2025 l’export del comparto agroalimentare piemontese ha superato i 9,6 miliardi di euro , con un incremento del 7,7% . Negli Stati Uniti le vendite hanno oltrepassato quota 740 milioni di euro, con una crescita superiore al 9% rispetto al 2023. Il Piemonte rappresenta oggi circa il 10% dell’export agroalimentare italiano verso gli Stati Uniti.
“La missione a New York si inserisce nel rapporto commerciale stretto che il Piemonte continua ad avere con gli Stati Uniti”, osserva Cirio . “ All’interno della partecipazione italiana saremo presenti a Fancy food assieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Questo vuole essere anche una risposta ai difficili rapporti diplomatici degli ultimi giorni, proprio per rimarcare che la nostra fiducia nel popolo americano è immutata così come l’amore che gli Americani hanno per i nostri prodotti ”.
Accanto agli incontri commerciali, la Regione proporrà un percorso di degustazioni destinato agli operatori del settore. Nel menù compariranno risotto Carnaroli al Gorgonzola Dop con tartufo, gnocchi di castagne con Robiola di Roccaverano Dop e amaretti di Mombaruzzo. Con arneis, nebbiolo, Asti spumante e moscato d’Asti. Insomma, torna la “diplomazia del tartufo” : già nei secoli passati, i Savoia utilizzavano il prezioso fungo come mezzo diplomatico. Corsi e ricorsi.
Fonte: rainews.it


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