Gianni Alemanno uscito dal carcere di Rebibbia a Roma: «Una realtà terribile, esco da innocente. Vannacci? Lo vedrò stasera a cena»
La nuova unità cinofila è un progetto attivato dalla Provincia e curato dall’ufficio Caccia e Vigilanza venatoria
Ad Asti , contro i bocconi avvelenati che mettono a rischio i cani da tartufo , arriva una nuova unità cinofila . Ad attivare il progetto la Provincia , che cerca così un modo per cercare e rimuovere le esche disseminate nei boschi e nelle aree a rischio. Si chiama l’Uca, l’Unità cinofila antiveleno , un servizio indicato come unico in Piemonte e pensato per contrastare la presenza dei cosiddetti bocconi killer . L’iniziativa, curata dall’ ufficio Caccia e Vigilanza venatoria , nasce per tutelare in particolare i cani da caccia e da tartufo , spesso esposti al rischio di ingerire esche letali durante le attività. Il problema, secondo quanto riferito dalla Provincia, è in aumento soprattutto nei periodi legati alla raccolta dei tartufi e alle battute venatorie. A spiegare la gravità della situazione è il consigliere provinciale delegato Davide Migliasso , che richiama l’attenzione sui casi di avvelenamento mortale registrati sul territorio. «Sono sempre più frequenti i casi di avvelenamento grave o mortale di cani causati dall’ ingestione di esche avvelenate sparse da ignoti nella radura e in prossimità di aree alberate – spiega -. Il grave fenomeno si verifica in particolare nelle stagioni idonee alla cavatura di tartufi o durante le battute di caccia. I segugi purtroppo non sono sempre accorti nel rifiutare i bocconi con conseguenze gravi o mortali per gli amici animali». L’attivazione dell’Uca risponde proprio alla necessità di intervenire con maggiore rapidità nelle zone segnalate come pericolose. Il nuovo servizio entrerà in funzione su segnalazione di cittadini o sindaci. In caso di allarme, gli agenti della Provincia potranno intervenire d’urgenza con cani specializzati nella ricerca di sostanze velenose, così da bonificare le aree interessate e ridurre il rischio per gli animali.
Fonte: torino.corriere.it


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