Un viaggio nel tempo e nella spiritualità, attraversando secoli di storia, arte e tradizioni. Montechiaro d’Asti , fondato nel 1200 , si presenta come un autentico scrigno di tesori romanici, memorie francescane e un profondo legame con le radici di due figure che hanno segnato la cristianità: Papa Francesco e San Giovanni Bosco . La comunità locale invita a scoprire il proprio patrimonio con un programma culturale che si snoda dal 7 giugno – data di apertura del tour della Rete Romanica in Collina – fino all’ 8 novembre , quando si svolgerà la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco del Monferrato .
Il percorso parte dalla Pieve di San Nazario , un gioiello romanico del XII secolo che attira ogni anno numerosi visitatori, inserita in itinerari di svago e nei sentieri del turismo religioso che forse seguivano un tratto della Via Francigena . Accanto ad essa, la Chiesa di San Bartolomeo (XIV secolo) custodisce un legame straordinario con il Papa : proprio qui, il 26 marzo del 1857 , venne battezzato Bergoglio Francesco , bisnonno di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco . Proseguendo nel centro storico, si incontra la Chiesa Confraternita della SS. Annunziata , sorta nel XVI secolo con la sua sagrestia ricavata in una torre semicilindrica e la “macchina” della Madonna Addolorata , portata in processione. In fondo alla via maestra sorge la Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina , nel cui battistero nel 1752 fu battezzata Domenica Bossone , nonna di San Giovanni Bosco . Tra le altre chiese degne di nota figurano quelle dedicate a San Rocco, Sant’Anna, San Carlo, San Sebastiano, Sant’Antonio Abate ; mentre sulle colline circostanti si trovano la Pieve di Pisenzana , antica chiesa parrocchiale prima della fondazione di Montechiaro e culla del cristianesimo della zona, e la Chiesa Comunale di San Antonino , dove è custodito il patrono San Bernardo da Mentone .
Tra i tesori di Montechiaro spicca il Codex Montechiarensis , un manoscritto risalente all’anno della fondazione del paese, che conserva regole, patti e statuti di inestimabile valore. Una copia in PVC, curata da Team Service editore , è in esposizione presso il Cenacolo d’Arte , sede storica del primo comitato “Montechiaro al Palio di Asti” , nato in un giorno di marzo del 1976 . Proprio quest’anno si celebrano i 50 anni della prima partecipazione alla corsa di Asti, con una mostra fotografica intitolata “Gente del mio paese al Palio 1976” a cura di Domenico Binello . L’esposizione propone costumi palieschi degli anni Trenta , un omaggio ai *“sette anni di Gloria, la superba rinascita della Corsa del Palio (1929-1935)”*, e un ricordo del rettore storico e vincente Gianmarco Rebaudengo , che guidò la contrada al successo nel Palio 1981 .
Montechiaro è anche terra di tartufi. La Tartufaia didattica accoglie scuole, famiglie e turisti per far conoscere il mondo del prezioso fungo ipogeo attraverso dimostrazioni di cerca con cane e trifulau, in una zona caratterizzata da un’alta vocazione tartufigena. Qui si trova una tra le più estese riserve di tartufo d’Italia, “Il Grande Bosco” , circa 50 ettari di terreno che si estendono nelle valli Bariello, Beronco e Seria , dove regna incontrastato “Re tartufo”.
Fonte: lavocediasti.it


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