Nel borgo di Pietralunga , immerso tra i boschi dell’Altotevere umbro, domenica la tradizionale quiete era surreale. I visitatori arrivati nella Città del Tartufo forse non sapevano che il paese (tutto il territorio comunale conta circa 2mila residenti) si era letteralmente trasferito 187 km più a est, sulle rive dell’Adriatico. Un esodo per sostenere la propria squadra, la Pietralunghese , impegnata nel ritorno della semifinale playoff allo Stadio “Recchioni” di Fermo.
Un capoluogo di Provincia contro un paese, appunto. Ma nel calcio, accade che Davide può sconfiggere Golia. Incarnandosi nel portiere Abibi, che dopo essere stato trafitto al 91′ dalla rete che ha annullato il 2-0 dell’andata, ai rigori para il tiro di Petronelli, facendo esplodere di gioia gli oltre 400 tifosi rossoblu arrivati fino a Fermo. La Pietralunghese è in finale playoff. Davide ha sconfitto Golia, come tanti altri giganti che ha trovato sulla sua strada in questa stagione.
Che poi, sportivamente, la Pietralunghese tanto piccola non è. Certo, in un centro con così pochi residenti è difficile reperire le risorse necessarie per un campionato ambizioso e quindi costoso. Anche se il patron del Club è un imprenditore di successo, che ha unito il suo nome al prodotto principe di queste terre: il tartufo. Giuliano Tartufi. Il suo cognome, Martinelli, quasi scompare.
Quando poi si condivide la passione sportiva, diventa Giuliano. Come lo chiama anche il sindaco di Pietralunga, Francesco Rizzuti , ricordando quanto questa impresa vada al di là del mero risultato sportivo.
“Ci hanno reso felici – dice il primo cittadino riferendosi alla squadra – grazie a questa impresa storica che ci sta dando una vetrina importante. Per merito della Pietralunghese, stiamo ricevendo una pubblicità di respiro internazionale per il nostro turismo e i nostri prodotti alimentari. E questo – sottolinea il sindaco – grazie a ragazzi che sono parte di noi, del paese” .
Ma tutto il movimento sportivo si è rimesso in moto a Pietralunga. Come dimostra anche la recente vittoria dei più piccoli al Torneo di Ellera e la riattivazione della pallavolo. Non scontato, in un borgo di 2mila abitanti.
“Comunque vada, per noi è stato bellissimo” dice il sindaco riferendosi alla finale, nella doppia sfida contro i sardi dell’Ilva Maddalena, che hanno superato il Viareggio per 4-1. Gli aspetti logistici, oltre a quelli economici, rendono complessa la trasferta in Sardegna, nonostante la passione. “Il periodo è anche delicato. Con Giuliano ci stiamo provando ad organizzare, vedremo…” dice il sindaco.
E Giuliano Martinelli non si tira certo indietro, neanche di fronte al Mar Tirreno da attraversare. “Lotteremo fino alla fine” assicura. Lo dice con determinazione, ma con il sorriso di chi sa che ciascuno, a Pietralunga, sta facendo tutto il possibile per trasformare in realtà un autentico sogno, sportivo e sociale.
“Puntavamo a fare un campionato tra i primissimi – spiega – più che altro per dare un obiettivo ai ragazzi, ai tifosi, ai nostri giovani. Ed è arrivata la giornata di domenica a Fermo, incredibile, unica”.
Un progetto sportivo che mira innanzi tutto al bene sociale dei giovani: “Abbiamo sistemato i tre stadi di cui disponiamo – ricorda – con grandi sacrifici. Il calcio è uno sport popolare, per tutti. Ed è attraverso di esso che abbiamo voluto dare ai ragazzi di Pietralunga un’occasione per divertirsi e socializzare, in modo sano. Anche solo per toglierli da casa, dove restano davanti al computer o al telefonino. E vedere tutto il paese in trasferta ed esultare, è stato bellissimo”.
Martinelli ha ricevuto tanti messaggi dopo la conquista della finale. Anche dagli avversari dell’Angelana, con i quali sono stati protagonisti di un entusiasmante testa a testa nel Girone A dell’Eccellenza umbra che ha visto i giallorossi di Assisi prevalere per soli 2 punti. “Ma noi, le rivalità sportive le risolviamo a tavola, in mangiate” scherza il patron Giuliano. Tartufi, ovviamente.
Fonte: tuttoggi.info


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