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Il Molise profuma di tartufo: Sparvieri protagonista ad Acqualagna

Nel corso della manifestazione si è svolto il Tartufo Award 2026, quarta Gara nazionale delle Città del Tartufo, condotta da Federico Quaranta e seguita da chef, produttori, esperti del settore e appassionati. Sei territori italiani si sono confrontati attraverso altrettante preparazioni gastronomiche, pensate per valorizzare il tartufo bianco e le rispettive tradizioni culinarie.

A rappresentare il Molise è stato lo chef Fabio Sparvieri, originario di Montenero di Bisaccia, che ha presentato “Eclissi di sottobosco molisano”. Il piatto è stato preparato con tartufo bianco del Molise, crema di caciocavallo di Capracotta, erbe campestri e nocciole tostate.

Una creazione capace di raccontare il territorio attraverso profumi e sapori rappresentativi della biodiversità regionale. Pur non raggiungendo il podio, Sparvieri è arrivato a ridosso delle prime posizioni, confrontandosi con professionisti provenienti da aree caratterizzate da una consolidata tradizione gastronomica. La sua partecipazione ha offerto al Molise una vetrina di rilievo nazionale.

Determinante il contributo del Centro Tartufi Molise della famiglia Palombo, che ha fornito il tartufo bianco impiegato nella preparazione. L’azienda molisana, presente ad Acqualagna con la contitolare Sandra Palombo, opera da 25 anni nella selezione, lavorazione e commercializzazione di una delle risorse naturali più pregiate della regione.

La partecipazione è stata sostenuta dalla Regione Molise attraverso l’Assessorato all’Agricoltura, guidato da Salvatore Micone, nell’ambito delle iniziative dedicate alla promozione delle produzioni agroalimentari di qualità.

«La presenza del Molise ad Acqualagna rappresenta un’importante opportunità per far conoscere e apprezzare, in un contesto di grande prestigio, uno dei prodotti più rappresentativi della nostra terra: il tartufo bianco», ha dichiarato Micone.

L’assessore ha quindi ringraziato lo chef Sparvieri per avere interpretato con passione, competenza e creatività la tradizione gastronomica regionale, portando nella competizione non soltanto un piatto, ma «l’identità di un intero territorio». Un riconoscimento è stato rivolto anche alla famiglia Palombo e al Centro Tartufi Molise, indicati come esempio di un’imprenditorialità capace di valorizzare le risorse naturali regionali e promuoverle oltre i confini del Molise.

«Il tartufo è un patrimonio straordinario, che racchiude opportunità economiche, turistiche e occupazionali», ha aggiunto Micone. L’obiettivo dell’Assessorato è continuare a rafforzare la filiera, sostenere le imprese e valorizzare il lavoro dei cercatori e dei produttori, favorendo contemporaneamente la presenza del tartufo molisano sui mercati nazionali e internazionali.

Soddisfazione è stata espressa anche da Sandra Palombo, che ha evidenziato l’importanza della partecipazione a una delle principali manifestazioni dedicate al tartufo bianco.

«Il nostro territorio custodisce un patrimonio naturale straordinario, ancora non sufficientemente conosciuto, che merita di essere valorizzato attraverso iniziative capaci di mettere insieme produttori, istituzioni e mondo della ristorazione», ha affermato l’imprenditrice.

Palombo ha sottolineato anche il lavoro svolto quotidianamente dai cercatori, custodi della conoscenza e del rispetto dei boschi molisani. Il tartufo regionale, ha spiegato, possiede caratteristiche organolettiche, intensità aromatica e qualità che non hanno nulla da invidiare a quelle dei territori italiani più conosciuti.

La sfida è rafforzare il legame tra il prodotto e il nome del Molise, affinché chi sceglie il tartufo possa scoprire anche la storia, l’ambiente e le comunità della terra dalla quale proviene.

La partecipazione ad Acqualagna ha confermato così le potenzialità del tartufo bianco come ambasciatore dell’identità molisana e risorsa strategica per lo sviluppo del territorio. Un patrimonio nel quale si incontrano natura, gastronomia, tradizione e impresa e che, attraverso la collaborazione tra istituzioni e operatori, può contribuire ad accrescere la riconoscibilità del Molise anche oltre i confini nazionali.

Fonte: molisenetwork.net


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