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Castagne, nocciole, tartufo bianco e cardo gobbo: i vini d’Acqui raccontano l’autunno

Dalle bollicine alle versioni rosse secche e dolci, il Consorzio Tutela Vini d’Acqui propone un itinerario gastronomico tra i sapori del territorio, alla scoperta degli abbinamenti con le eccellenze della cucina piemontese

Castagne, nocciole, tartufo bianco e cardo gobbo di Nizza Monferrato diventano i protagonisti di un viaggio nei sapori autunnali del Piemonte. A guidarlo è il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, che propone un percorso gastronomico per raccontare la versatilità della denominazione attraverso abbinamenti capaci di valorizzare le diverse espressioni del Brachetto: dalle bollicine dell’Acqui DOCG Rosé alle versioni rosse ferme, fino al Brachetto d’Acqui DOCG dolce.

Il filo conduttore è l’intensità aromatica del Brachetto, con le sue note di rosa e piccoli frutti rossi, accompagnate da freschezza e gradazione alcolica contenuta. Caratteristiche che consentono di esplorare accostamenti diversi, dai piatti salati più strutturati ai dessert, senza sovrastare le materie prime.

Il percorso si apre con due eccellenze del territorio: il tartufo bianco, dal profumo intenso e dalle sfumature terrose, e il cardo gobbo di Nizza Monferrato, apprezzato per la consistenza croccante e il gusto delicato. In abbinamento alla fonduta, questi ingredienti trovano nell’Acqui DOCG Rosé Spumante un compagno capace di valorizzarne le caratteristiche. La freschezza e l’effervescenza del vino contribuiscono a pulire il palato e a sostenere la complessità aromatica del piatto.

La cucina tradizionale piemontese prosegue con gli agnolotti del Plin tirati a mano e il risotto ai funghi porcini. Qui le note boschive dei funghi e la ricchezza del ripieno incontrano l’eleganza dell’Acqui DOCG Rosé, proposto sia nella versione ferma sia in quella spumante, per due interpretazioni differenti dello stesso abbinamento.

Con le ricette più strutturate entra in scena l’Acqui DOCG Rosso Secco. Lo stoccafisso all’acquese, preparato con patate e olive, richiama una tradizione gastronomica radicata nel territorio. La struttura del vino accompagna la sapidità e la ricchezza degli ingredienti, mentre la freschezza contribuisce a mantenere l’equilibrio dell’abbinamento.

La proposta si spinge poi verso uno dei riti più rappresentativi della convivialità piemontese: la Bagna Cauda. L’intensità dell’aglio e delle acciughe, insieme alle verdure di stagione, mette alla prova il vino, chiamato a confrontarsi con sapori persistenti e decisi. La freschezza e la componente tannica dell’Acqui DOCG Rosso Secco offrono una possibile chiave di lettura per questo accostamento, in cui il carattere del piatto incontra quello del vino.

Il viaggio gastronomico si conclude con due prodotti simbolo della tradizione piemontese: la Castagna IGP di Cuneo e la Nocciola Piemonte IGP. La dolcezza della castagna e le note tostate della nocciola trovano un punto d’incontro con il profilo aromatico del Brachetto d’Acqui DOCG dolce, caratterizzato da sentori di rosa, fragola e spezie dolci.

L’abbinamento completa il percorso attraverso le diverse espressioni della denominazione, dimostrando come il Brachetto possa accompagnare non soltanto i dessert più delicati, ma anche preparazioni in cui la componente aromatica e la persistenza gustativa assumono un ruolo centrale.

Dalle bollicine agli abbinamenti con i piatti salati, fino alle interpretazioni dolci, la proposta del Consorzio Tutela Vini d’Acqui racconta così un territorio attraverso la stagionalità dei suoi prodotti e la varietà della sua tradizione gastronomica.

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Fonte: teatronaturale.it


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