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Diamanti a Tavola, Amandola si trasforma nella capitale del tartufo. 23 osterie, spettacoli e i migliori piatti per gustare il ‘bianco’

AMANDOLA – “La festa più importante della città e dei Sibillini”. Il sindaco Adolfo Marinangeli presenta così la 29ª edizione di Diamanti a Tavola, quest’anno dedicata al tartufo bianco pregiato, in programma da sabato 31 ottobre a domenica 8 novembre.

“Quest’anno, forse per la prima volta, avremo 23 osterie aperte in tutta la città, ognuna con un piatto diverso. È il segno di una partecipazione completa, per non dire totale, di ogni realtà di Amandola. Una città che si mette in movimento per vivere il festival e accogliere al meglio i partecipanti”, sottolinea il sindaco.

Protagonista in cucina è Davide Camaioni, ormai chef di riferimento della manifestazione. “Si parte con la cena di anteprima, che vedrà ospite il due stelle Michelin Moreno Cedroni. Abbiamo preparato un menu a base di tartufo nero uncinato e bianco. Ci alterneremo nelle cinque portate: un antipasto freddo firmato da Cedroni, uno caldo preparato da me, il primo dello chef ospite e, per concludere, il secondo e il dessert a mia cura. Una cena che rappresenta un vero evento”, spiega Camaioni.

Nel fine settimana tornano anche gli appuntamenti alla Casa del Parco, dove sarà allestito il PalaTuber, aperto a pranzo e a cena con menu alla carta. La novità riguarda la possibilità di scegliere il tipo di tartufo da abbinare alle pietanze: “I clienti potranno decidere se utilizzare l’uncinato o il bianco”.

La stagione non è stata semplice per il tartufo bianco, ma Amandola punta comunque su un prodotto di eccellenza. In programma talk con Barbara Zambuchini e attività curate insieme a Cristiano Peroni, responsabile del Centro tartuficolo dell’Amap di Amandola.

Novità anche domenica 8 novembre, alle 17, quando la piazza ospiterà un aperitivo in piedi con tre chef alle prese con finger food al tartufo. Tra i protagonisti Giacomo Costantini ed Enrico Petracci, pizza chef, mentre il nome del terzo ospite è ancora in via di definizione. “Sarà la chiusura del festival, un piccolo evento che farà da antipasto al trentennale”, anticipa Camaioni.

Bianco o nero, il tartufo richiede abbinamenti capaci di valorizzarne le caratteristiche. “Ho scelto piatti grassi, nei quali il tartufo trova il giusto connubio. È un profumo più che un sapore. I cappelletti in brodo esaltano proprio il bianco, così come i ravioli cacio e pepe. E poi c’è Calimero, con uovo e tartufo bianco. Ci sono anche alcuni miti da sfatare, come quello secondo cui le carni rosse sarebbero adatte soltanto all’uncinato. Bisogna pensare prima di tutto al cliente” osserva lo chef.

Sul valore del tartufo per il territorio interviene il vicesindaco e assessore al settore, Giovanni Annessi. “Siamo una vera città del tartufo, grazie anche al rapporto con l’Atam, l’associazione dei tartufai. Tra le novità c’è l’inaugurazione del Museo del Tartufo, in largo Righi, presso la collegiata. Il tartufo si conferma un motore economico e turistico: valorizzarlo significa aumentare le presenze”.

Tra gli appuntamenti da non perdere, il 5 novembre, lo spettacolo “Tra Teatro e Tartufo”, con Cesare Catà e lo chef Enrico Mazzaroni.

Restano confermate le regole che caratterizzano Diamanti a Tavola: il tartufo viene venduto direttamente dai cavatori dell’Atam e sono vietati i prodotti con additivi chimici e le salse tartufate. “Saranno numerosi anche gli eventi dedicati al tartufo, dalla ricerca sul campo ai convegni e ai talk show”, ricordano gli organizzatori.

La qualità del prodotto resta un punto fermo, nonostante le difficoltà climatiche. “Le piogge primaverili sono state utili, ma la siccità estiva non ha aiutato il tartufo bianco. Avremo comunque un prodotto di alta qualità da acquistare e gustare durante il festival” assicura il presidente Atam, Matteo Giacomozzi.

Fonte: laprovinciadifermo.com


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