Siamo a Murisengo Monferrato , tra le colline conosciute per i suoi prodotti d’eccellenza come vini, nocciole e tartufi. Un progetto, capofila il Comune, nato nel 2022, ha voluto indagare tre macro-aree – Val Cerrina , Valle Ghenza e il Vignalese – per comprendere tutte le caratteristiche che rendono questo territorio a vocazione tartufigena: dalla caratterizzazione geologica, alla composizione del suolo, fino al monitoraggio di pioggia e umidità del terreno.
Oltre ai sedimenti di periodi che vanno dall’Eocene al Pliocene a rendere queste aree tartufigene è anche la vicinanza di piante come nocciolo, salice, quercia, pioppo bianco e nero. Questo il terreno oggi, ma per sapere come evolverà in futuro, alla luce del cambiamento climatico, sono stati installati a 30 centimetri, la profondità in cui nascono i tartufi, sensori che permettono monitorare il livello di precipitazioni e il bilancio idrico del suolo, la sua umidità e l’evapotraspirazione. “ Le arenarie di Tonengo – spiga Chiara Cane, giornalista e divulgatrice – vanno dai 14 e 15 milioni di anni fa, quelle di Sant’Agata Fossili, invece, sono dai 7 agli 11 milioni di anni fa. La cosa interessante è che questi suoli, che sono prevalentemente rossi, comunque contengono molto carbonato di calcio, almeno il 30%, che derivano dai fossili di questi sedimenti e sono nutrienti importanti per la pianta e per il tartufo”.
I risultati a 4 anni dall’inizio del progetto. Daniele Trinchero, direttore iXem labs del Politecnico di Torino: “ Abbiamo rilevato una crescita della temperatura media sia all’interno del terreno , e ovviamente abbinata a quella che è la crescita che si è avuta anche della temperatura media ambientale, quindi dell’aria, con dei picchi di crescita della temperatura del terreno anche superiori, corrispondenti purtroppo a intervalli temporali in cui invece si registrava una drastica riduzione dell’umidità. Questo è avvenuto particolarmente e in modo significativo nell’anno corrente”.
Il progetto passerà alla fase 2 per capire se è possibile, nei prossimi anni, arrivare ad una carta dei tartufi. Intanto si avvicina l’appuntamento con la Fiera internazionale del tartufo bianco che coinvolgerà 120 espositori , si svolgerà a Murisengo Monferrato il 15 e il 22 novembre e non farà mancare l’aspetto scientifico con i giudici del Centro nazionale studi del tartufo. “Esaminano ogni tartufo posto in esposizione-vendita ”, spiega Chiara Cane. “Laddove ci fossero dei tartufi che non hanno le caratteristiche per freschezza, vengono sequestrati e restituiti a fine giornata, in modo tale che il consumatore abbia la garanzia di poter acquistare dei tartufi freschi che sappiamo per il bianco essere indicativamente, se ben conservati, massimo 10 giorni”.
Fonte: rainews.it


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