Il. piccolo ma prezioso spazio museale a Città di Castello è frutto della passione di Saverio Bianconi, 72 anni
Un museo per raccontare la storia secolare del tartufo , patrimonio culturale dell’Unesco. Nasce a Città di Castello — patria della trifola, dove un terzo della produzione nazionale prende vita grazie a oltre mille 500 cavatori e tremila cani — un piccolo ma prezioso spazio museale frutto della passione di Saverio Bianconi , 72 anni. “Ora che sono in pensione e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente: ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo. C’è ad esempio il mio primo vanghino: quando ho iniziato la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale”, racconta.
Bianconi ha trasformato la sua profonda passione per la terra e per il “re del bosco” in un vero e proprio museo ricco di ricordi che raccoglie oltre 200 pezzi e testi rari che sintetizzano l’universo del tubero. Tra gli oggetti esposti figurano storici vanghini, bilance di precisione, la bicicletta del cavatore, bisacce e persino un’affettatrice da record, la più grande al mondo, recuperata in un mercatino.
Non mancano curiosità uniche, come un tartufo cresciuto dentro una chiocciola, uno nato all’interno di un ramo secco e gli occhialini di un pilota tedesco emersi dal terreno durante uno scavo. L’idea è nata dal ritrovamento di una pagina di un erbario del Cinquecento del Mattioli e include testi storici come la prima monografia sul tartufo del Vittadini.
Una selezione di questi pezzi unici sarà in mostra durante la 46esima edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato , in programma dal 31 ottobre al primo novembre e nei fine settimana del 7-8 e 14-15 novembre. Il sindaco Luca Secondi, l’assessore Letizia Guerri e il presidente dell’Ente Fiera Lazzaro Bogliari, ringraziano Bianconi per la valorizzazione delle tradizioni locali.
Fonte: lanazione.it


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