Immaginate per un attimo una formica che si trasforma in farfalla, con piccole sfumature colorate che ricordano lâarcobaleno; una tigre che diventa lepre; uno scoiattolo che tutto dâun tratto si fa muschio; una margherita che si schiude in una coccinella. Ho conosciuto Tina qualche anno fa, quando aveva aperto, nel quartiere di San Salvario, âOh Crispa!â , la sua prima âcasaâ. In un primo momento, mi era sembrata strana e disconnessa dalla realtà , da quella quotidianità che tutti noi viviamo, spesso soffocando sogni e ambizioni. Di origine cinese, Tina è arrivata a Torino per amore, sposando Sandro che la segue con discrezione e forte determinazione, certo che insieme stiano costruendo qualcosa di speciale. Dal giorno in cui lâho conosciuta si è fatta grande: ha aperto âLaoâ in zona Quadrilatero, conquistando i cuori dei torinesi e dei giovani che desiderano concedersi qualche momento di gioia condivisa, mangiando cose buone.
Tina appare come un sergente di ferro, e forse lo è. Ma credo che una parte di lei sia fragile e anche dolce; caratteristiche che solo i leader autentici e le menti ispirate possono avere. Per meglio comprendere lo spirito e lâenergia che questa signora possiede, basta leggere e apprendere che in questi giorni aprirà il suo terzo locale âQi Linâ , poco distante da âLaoâ.
«Non sono una cuoca», mi dice ogni volta che ci incontriamo. Forse ha ragione o, semplicemente, è qualcosa di più: animo imprenditoriale, curiosità e sensibilità dal sapore di Oriente, fanno di questa donna una persona speciale a cui essere grati puramente per aver scelto di investire e scommettere su una parte del futuro di Torino. Il suo nuovo ristorante sarà differente dai due precedenti, cibo e servizio offriranno unâesperienza nuova, alla ricerca della purezza di quella cucina cinese che ancora non conosciamo perfettamente.
Prendete dunque delle patate di montagna e fatele lessare in abbondante acqua salata. Terminata la cottura spellatele con cura, conservando la buccia che vi servirà in seguito per il condimento. Con lâaiuto di una forchetta, schiacciate grossolanamente il tubero; condite con sale in scaglie, pepe nero macinato e granella di nocciole tostate. Frullate la buccia delle patate con poco olio di semi di girasole e qualche tocco di tartufo bianco profumato. Disponete le patate schiacciate in piatti piani di portata e condite con il prezioso intingolo.
A Tina e a Sandro dedico questa ricetta, augurando loro e a Torino tutto il meglio che meritano.
Fonte: torino.repubblica.it


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