A ottobre, nell’entroterra marchigiano, la nebbia resta bassa sui campi e l’aria del mattino sa di foglie bagnate, terra smossa e legna accesa. È la stagione in cui il tartufo bianco torna a dettare il ritmo delle giornate, seguendo sentieri che partono dalle piazze e finiscono sotto le querce. In questa settimana prende il via la Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche di Sant’Angelo in Vado , in programma dal 10 ottobre al 1° novembre 2026 nei fine settimana. La manifestazione è un buon punto di partenza per un itinerario più ampio, fatto di boschi, borghi e cucina contadina, lontano dalle fiere più affollate e dalle visite concentrate in poche ore.
Sant’Angelo in Vado si trova nell’alta valle del Metauro, in provincia di Pesaro e Urbino. Il paese conserva un centro storico raccolto, attraversato dal fiume e segnato dalla presenza della Domus del Mito , importante area archeologica con mosaici di epoca romana.
La 63ª edizione della Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche si svolge nei fine settimana dal 10 ottobre al 1° novembre 2026. Il programma comprende degustazioni, mercati, incontri, appuntamenti gastronomici, attività per bambini e iniziative dedicate alla cerca del tartufo.
L’inaugurazione è prevista per sabato 10 ottobre alle 18, in piazza Umberto I. Nella stessa giornata sono previste l’apertura dei musei cittadini e una conferenza sulla ricerca, la tutela e la valorizzazione del tartufo. Domenica 11 ottobre il centro storico ospita il mercato di Campagna Amica, il raduno di auto d’epoca, il festival Tartufarte e una degustazione dedicata all’abbinamento tra tartufo e vini marchigiani.
Il calendario prosegue con il Motoraduno internazionale del tartufo nel fine settimana del 17 e 18 ottobre. Il 24 e 25 ottobre l’attenzione si sposta verso il bosco, con la 54ª edizione del Trofeo Sergio Perrotta, gara di cerca al tartufo. La chiusura, domenica 1° novembre, è affidata alla Fiera dei Tartufai.
Il programma completo e gli eventuali aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale della Mostra Nazionale del Tartufo .
La visita alla fiera acquista un significato diverso se si aggiunge un’uscita nella campagna circostante. La cerca del tartufo richiede tempo, conoscenza del terreno e molta discrezione. Il cavatore non entra nel bosco come chi percorre un sentiero segnato: osserva gli alberi, il grado di umidità, la presenza di radici affioranti e i punti in cui il cane rallenta.
La giornata comincia presto. Il cane procede con il naso vicino al terreno, spesso senza dare segnali evidenti. Poi si ferma, gratta o insiste in un punto preciso. Il cavatore interviene con lo zappetto, rimuovendo la terra con attenzione per non danneggiare il tubero e per richiudere la buca dopo il ritrovamento.
Per chi desidera vivere questa attività, la soluzione più corretta è prenotare un’esperienza con un tartufaio autorizzato o attraverso gli organizzatori locali. È sconsigliato inoltrarsi autonomamente nei boschi alla ricerca di tartufi: la raccolta è regolamentata e richiede tesserino, abilitazione e rispetto delle norme regionali.
L’uscita può essere abbinata a una passeggiata nella Riserva Naturale Statale Gola del Furlo , dove il paesaggio cambia rapidamente: pareti calcaree, bosco e corso del Candigliano si alternano lungo itinerari di diversa difficoltà. Prima di partire conviene verificare l’apertura dei percorsi e rivolgersi al Centro visite della Riserva della Gola del Furlo , soprattutto dopo piogge intense.
La Gola del Furlo si raggiunge facilmente da Sant’Angelo in Vado in automobile, seguendo la viabilità verso Acqualagna e Fossombrone. Il percorso è adatto a una sosta di qualche ora, con scarpe da trekking e una giacca impermeabile nei periodi più instabili.
Il tratto più accessibile è quello vicino al centro visite e alle aree attrezzate. Per una camminata più lunga è necessario controllare dislivelli, fondo e condizioni dei sentieri. Dopo la pioggia, alcuni passaggi possono diventare scivolosi; in autunno il fogliame copre radici e pietre.
Il fiume accompagna parte dell’itinerario e offre un punto di osservazione interessante sulla morfologia della gola. Per le famiglie sceglierei una passeggiata breve, con soste frequenti e senza cercare di completare ogni percorso. I camminatori allenati possono invece costruire una giornata più articolata, alternando la riserva a una visita nei borghi dell’alta valle del Metauro.
Da Sant’Angelo in Vado vale la pena proseguire verso Mercatello sul Metauro , uno dei centri storici più interessanti della zona. Il paese è attraversato dal fiume e conserva edifici in pietra, archi, strade strette e testimonianze legate alla storia religiosa e civile dell’alta valle.
La visita richiede almeno un’ora, anche senza entrare in tutti i musei. Il punto di partenza può essere il centro storico, da cui raggiungere il ponte sul Metauro e le vie che salgono verso gli edifici principali. Il ritmo è diverso da quello della Mostra: al mattino i bar aprono con calma, i negozi hanno orari ridotti e le distanze si percorrono a piedi.
Fonte: viaggiando-italia.it


Lascia un commento