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Tartufo, bagna cauda e ciapinabò: 10 sagre a ottobre in Piemonte che valgono il viaggiop

Le sagre di ottobre in Piemonte attraversano la regione seguendo quello che arriva dalla terra e dalle cantine: ci sono castagne da mangiare ancora calde, tartufi bianchi , vino, prodotti del nuovo raccolto e piatti che difficilmente si ordinano “solo per assaggiare”. Ma ci sono anche prodotti meno scontati, dal ciapinabò alla Paletta di Coggiola, e feste che raccontano vendemmie, transumanze e antiche abitudini contadine. Insomma, in Piemonte ottobre è il mese in cui mettersi a dieta diventa un progetto da rimandare a novembre.

Da Alba alle valli del Biellese, passando per Cuneo, Moncalieri e l’Astigiano, abbiamo scelto 10 sagre da non perdere a ottobre.

A Carignano il topinambur si chiama ciapinabò e dal 9 all’11 ottobre diventa protagonista della 33ª sagra che porta il suo nome. Questo tubero, che cresce spontaneamente anche nel territorio circostante, è uno degli accompagnamenti tradizionali della bagna cauda , ma negli anni ha conquistato spazio anche in preparazioni decisamente più creative. La festa mette così allo stesso tavolo agricoltori, cuochi, appassionati e curiosi, con oltre 700 chili di ciapinabò consumati durante la manifestazione. E il cibo è soltanto una parte del programma: in piazza Savoia torna anche la mostra dei bovini di razza Frisona, mentre per le vie cittadine passa la transumanza delle mandrie provenienti dai monti del Ravè.

Se il nome “Paletta” vi fa pensare a tutt’altro, a Coggiola basta arrivare a tavola per chiarire l’equivoco. Il 10 e 11 ottobre il paese biellese dedica la sua festa a un antico salume di spalla di maiale , lavorato con sale e spezie e legato alla tradizione norcina locale. Durante l’evento, arrivato alla 18ª edizione, si incontra la paletta biellese con polenta e patate oppure dentro i ravioli, accanto ad altre specialità del territorio come tartare di manzo, zafferano, biscotti e dolci tradizionali. Fuori dalla tavola il paese continua a festeggiare con mercatini enogastronomici e di artigianato, mostre fotografiche, lavorazioni del legno, musica itinerante e iniziative per i bambini, con le montagne intorno a fare da scenografia.

Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Qui il protagonista non ha bisogno di grandi presentazioni e, soprattutto, ne basta pochissimo per farsi sentire. Dal 10 ottobre al 6 dicembre Alba ospita la 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba , uno degli appuntamenti gastronomici più conosciuti del Piemonte. Per quasi due mesi la città ruota intorno al Tuber magnatum Pico e alle eccellenze di Langhe, Roero e Monferrato, trasformando il tartufo in un punto di partenza per esplorare molto altro: vini, cucina, produttori e cultura del territorio. Il cuore resta naturalmente il pregiatissimo tartufo bianco , da conoscere, annusare e acquistare, ma la fiera è anche una buona scusa per programmare un intero fine settimana nelle Langhe nel momento dell’anno in cui danno probabilmente il meglio di sé.

Prima del risotto viene il riso, e ad Arro per un giorno si torna proprio all’inizio della storia. Domenica 11 ottobre la piccola frazione biellese celebra la Festa del nuovo raccolto , dedicata al prodotto appena arrivato dalle risaie e al lavoro agricolo che lo accompagna. Il nuovo riso finisce naturalmente anche nei piatti, tra risotti preparati con ingredienti di stagione e panissa, insieme ai dolci casalinghi. Ma la giornata conserva soprattutto l’atmosfera delle vecchie feste rurali: mostre agricole, macchinari d’epoca, mercatini e attività per grandi e piccoli riportano l’attenzione su una parte del Piemonte che spesso resta fuori dagli itinerari gastronomici più battuti.

A Cuneo basta seguire il profumo delle caldarroste . Dal 16 al 18 ottobre la Fiera Nazionale del Marrone torna per la 27ª edizione e nel 2026 festeggia anche i novant’anni di una storia iniziata intorno a quello che un tempo era soprattutto un alimento di sussistenza. Oggi il marrone è il punto di partenza per raccontare un intero territorio: nel centro storico arrivano centinaia di espositori insieme a produttori, artigiani e aziende delle vallate cuneesi. Da assaggiare non ci sono soltanto castagne, ma anche ravioli, polenta, fritto misto piemontese, acciughe al verde, funghi fritti, vini e vin brulé. In programma anche showcooking, laboratori, mostre, concerti e incontri, mentre la fiera prepara il passaggio a manifestazione internazionale previsto dal 2027.

Il rapulé è ciò che resta sulla vite dopo la vendemmia , quei piccoli grappoli sfuggiti alla raccolta che un tempo venivano recuperati passando nuovamente tra i filari. Da questa tradizione prende il nome la festa che dal 16 al 18 ottobre anima Calosso, tra le colline vitivinicole del Monferrato. Per tre giorni le antiche cantine del borgo diventano punti di degustazione dove incontrare vini calossesi e piatti piemontesi, dagli agnolotti al fritto misto, passando per salumi e dolci. L’ingresso alla manifestazione è libero; per acquistare piatti, degustazioni e bottiglie si utilizzano invece i Crotin, la moneta della fiera, con valore di un euro ciascuno. Gli appuntamenti sono venerdì dalle 19 a mezzanotte, sabato dalle 17.30 a mezzanotte e domenica dalle 11 alle 17.

Sagra del Cardo, della Bagna Cauda e della Cipolla, Andezeno.

Ad Andezeno la bagna cauda non arriva mai da sola. Ad accompagnarla ci sono due specialità locali che meritano almeno quanto lei: il cardo diritto bianco avorio e la cipolla piattellina bionda , protagonisti della 51ª edizione della sagra in programma il 10 e 11 ottobre . Si comincia sabato sera, dalle 19.30, con gli stand gastronomici e le degustazioni, mentre domenica il paese entra nel vivo della festa con la mostra mercato di cardi, cipolle, zucche e altri prodotti tipici e la possibilità di assaggiare o portare a casa la bagna cauda. Intorno, il programma si allarga tra musica, concerti di strada, laboratori, mostre e macchine agricole. Vale una deviazione anche la Casa delle Zucche, visitabile gratuitamente, che per la sua 34ª edizione affianca all’esposizione il nuovo Campo della Biodiversità, accessibile su prenotazione.

Il 25 ottobre a Bobbio Pellice non si festeggia soltanto qualcosa da mangiare, ma un momento preciso dell’anno. La Fîra d’la Calà prende infatti il nome dalla “discesa”: il ritorno a valle delle mandrie dopo i mesi trascorsi negli alpeggi. La sfilata del bestiame diventa così uno dei momenti più suggestivi della giornata e riporta per le strade una tradizione legata alla vita pastorale della Val Pellice. Ad accompagnarla c’è la mustardela , insaccato tipico locale dal gusto deciso, servito fresco oppure cotto, spesso insieme a cipolle e patate. Tra gli stand si trovano anche tome d’alpeggio e altri prodotti della valle, mentre mercato, artigianato, degustazioni e intrattenimento completano una festa che racconta l’autunno piemontese prima ancora di metterlo nel piatto.

La trippa non è esattamente un piatto da mezze misure: o la si ama oppure, almeno una volta, bisogna concederle la possibilità di far cambiare idea. A Moncalieri il tentativo si può fare il 5 e 6 ottobre , quando il centro cittadino ospita la Fiera Nazionale della Trippa . Il piatto povero della tradizione viene proposto nelle sue versioni più classiche al sugo, con i fagioli e bollito, ma anche attraverso interpretazioni più contemporanee. Intorno ai piatti si costruisce un vero percorso per le vie della città, tra stand di prodotti tipici, showcooking e laboratori, cui si aggiungono musica, spettacoli, mostre e iniziative per scoprire anche il patrimonio storico di Moncalieri.

Per l’ultima tappa non serve scegliere un solo ingrediente. Nei weekend del 10 e 11 e 17 e 18 ottobre Sapori d’Autunno porta a Costigliole d’Asti i piatti e i prodotti che segnano il cambio di stagione nella cucina piemontese , dalla prima bagna cauda al fritto misto alla piemontese . In un territorio dove colline, vigne e tavola sono difficili da separare, la manifestazione diventa l’occasione per ritrovare le ricette della tradizione e i sapori del periodo proprio nel pieno dell’autunno. Costigliole aggiunge qualcosa che non entra nel piatto: il paesaggio dell’Astigiano, con i vigneti che in ottobre cambiano colore, perfetto per allungare la visita oltre il tempo necessario per pranzo.

Fonte: lacucinaitaliana.it


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