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L’associazione tartufai chiede tre nuove fiere nazionali a Chieti, Teramo e Pescara

L’Associazione dei tartufai abruzzesi, “tartufo Abruzzo”, lancia un manifesto rivolto alla politica regionale e alle amministrazioni locali alla vigilia dell’apertura ufficiale della stagione di raccolta, fissata per il 1° ottobre. Il presidente Berardo di Giandomenico chiede che l’Abruzzo diventi il baricentro nazionale dell’economia legata al tartufo, proponendo l’istituzione di tre nuove fiere nazionali nelle province di Chieti, Teramo e Pescara, in aggiunta alla Fiera internazionale dei tartufi d’Abruzzo già attiva all’Aquila.

Secondo l’associazione, un circuito fieristico distribuito nei mesi autunnali e invernali consentirebbe di costruire un brand unico per identificare la regione come “terra di tartufi” sui mercati italiani ed esteri, tutelare i raccoglitori evitando che il prodotto venga svenduto o valorizzato altrove, e destagionalizzare il turismo intercettando i flussi enogastronomici d’eccellenza con ricadute su alberghi, ristorazione e artigianato locale.

A sostegno della proposta, l’associazione cita l’esempio della Fiera internazionale dell’Aquila — quest’anno capitale italiana della cultura 2026 — definita “un fiore all’occhiello insostituibile”, ma considera il potenziale del territorio regionale ancora “ampiamente inespresso”.

“Il 1° ottobre segna non solo l’inizio della raccolta, ma deve coincidere con una nuova alba per l’intero comparto”, dichiara il presidente. “L’Abruzzo non ha nulla da invidiare a Piemonte, Marche, Toscana o Umbria per qualità, quantità e biodiversità del prodotto. Tuttavia, la frammentazione ci penalizza. La Fiera internazionale dell’Aquila dimostra che quando le istituzioni investono, i risultati arrivano. Ora è il momento di fare il salto di qualità definitivo: chiediamo alla politica e al tessuto associativo di sostenere la nascita di tre grandi vetrine nazionali/internazionali a Chieti, Teramo e Pescara”.

L’appello si conclude con un invito esplicito alla collaborazione istituzionale. “Il nostro è un appello alla responsabilità e alla lungimiranza”, conclude il presidente. “Rivolgiamo questo invito alla Regione, ai Comuni e alle associazioni consorelle: sediamoci a un tavolo comune. Abbiamo le competenze, i cani, i cavatori e un prodotto straordinario. Mettiamo da parte i campanilismi e costruiamo insieme una rete che porti ricchezza e orgoglio a tutta la nostra terra. Noi siamo pronti”.

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Fonte: ilpescara.it


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