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I cani da tartufo sabato a Terra Madre – Il Corriere di Alba Bra

Il lavoro che sostiene le comunità e il tartufo che custodisce il legame tra uomo, natura e territorio. Sono i due fili conduttori degli appuntamenti in programma sabato 26 settembre presso lo Spazio eccellenza Piemonte con la partecipazione dell’assessore regionale alla Montagna, Foreste, Aree interne, Biodiversità e Tartuficoltura Marco Gallo . Due incontri differenti, uniti dalla stessa prospettiva: offrire un futuro ai territori piemontesi valorizzandone le persone, le competenze e il patrimonio naturale. Nel corso della mattinata, dalle 9.45, l’attenzione sarà rivolta al modello del “lavoro buono” promosso da Fondazione Industriali ETS; alle 17, nello Spazio Incontri Eccellenza Piemonte, arriveranno invece i trifolao con i loro cani per raccontare al pubblico i segreti della cerca e della cavatura del tartufo e presentare il progetto regionale Tuber Next Gen 2026 .

Il “Lavoro Buono” al servizio del territorio

Il primo appuntamento sarà dedicato al modello sviluppato da Fondazione Industriali ETS, impegnata nell’avvicinare il mondo delle imprese a quello del non profit, con particolare attenzione all’inclusione lavorativa, alla formazione, alle nuove generazioni e alla diffusione della cultura d’impresa e del lavoro.

A Terra Madre saranno presentate, in particolare, le esperienze dell’Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida e del Comune di Rifreddo. L’obiettivo è partire dai risultati ottenuti nella provincia di Cuneo per valutare, insieme alla Regione e agli Enti locali, la possibilità di estendere il modello ad altre aree interne e montane del Piemonte.

All’incontro interverranno Giuliana Cirio , presidente di Fondazione Industriali ETS; Marco Porcedda , assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Torino; Elia Giordanino , sindaco di Rifreddo, ed Eleonora Rosso , responsabile del servizio socio-assistenziale dell’Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida. La presidente Giuliana Cirio: « In Fondazione Industriali crediamo che il lavoro possa rispondere a due esigenze che si incontrano: offrire alle persone in condizione di fragilità una concreta prospettiva di autonomia e contribuire alla vitalità dei territori. Da questa convinzione nasce un modello che mette in relazione competenze e aspirazioni individuali con i bisogni delle comunità. L’esperienza avviata nel Cuneese mostra un modello che può essere condiviso e adattato anche altrove, a partire dai piccoli Comuni e dalle aree montane ». « Le aree interne e montane hanno bisogno di alleanze capaci di trasformare le loro risorse in opportunità concrete – aggiunge l’assessore regionale Marco Gallo –. Il modello di Fondazione Industriali dimostra come imprese, non profit e istituzioni possano collaborare per rispondere ai bisogni delle comunità, creare percorsi di inclusione e mettere nuove competenze a disposizione dei piccoli Enti ».

A Terra Madre arrivano i trifolao con i loro cani

Alle 17, nello Spazio Incontri Eccellenza Piemonte, il pubblico di Terra Madre potrà conoscere da vicino i protagonisti della cerca del tartufo. Federico Carretto con Charlie ed Daniela Mussetto con Lady racconteranno come si svolgono l’addestramento, la cerca e la cavatura e forse sveleranno qualche piccolo segreto di un rapporto fondato sulla fiducia, sull’esperienza e sulla profonda conoscenza del territorio. La tavola rotonda, intitolata “Dalla terra al tartufo: il valore degli alberi vocati per il futuro del patrimonio tartufigeno”, sarà moderata da Roberto Fiori, giornalista de La Stampa. Interverranno l’assessore Marco Gallo, l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli e Antonio Degiacomi del Centro Nazionale Studi Tartufo.

Al centro dell’incontro ci saranno le due grandi alleanze da cui dipende il futuro del tartufo piemontese: quella tra l’uomo e il cane, che rende possibile la cerca, e quella tra il suolo e l’albero, che consente al tartufo di crescere.

L’alleanza tra uomo e cane: un patrimonio vivo nelle comunità

L’assessore Chiarelli richiamerà il significato del riconoscimento UNESCO del 2021, che ha inserito la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Si tratta di un patrimonio tradizionale e vivente, costituito da conoscenze e pratiche tramandate oralmente e custodite dalle comunità dei tartufai. In Italia sono circa 80 mila i cercatori attivi in 19 regioni. Al centro di questa cultura c’è il rapporto straordinario tra il trifolao e il suo cane.

« Il cibo è cultura quando riesce a raccontare una terra, le persone che la abitano e il sapere che una generazione consegna a quella successiva. Il tartufo rappresenta tutto questo. Il riconoscimento UNESCO della “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” come patrimonio culturale immateriale dell’umanità ci ricorda che il valore non è soltanto nel prodotto, ma nel patrimonio di conoscenze che lo circonda: il rapporto tra il trifolao e il cane, la conoscenza dei boschi, il rispetto dei tempi della natura, i gesti e le parole tramandati nel tempo. Terra Madre è il luogo giusto per ribadire che parlare di cibo significa parlare di cultura, biodiversità e identità dei territori. Tutelare questo patrimonio significa quindi mantenerlo vivo, trasmetterlo ai giovani e fare in modo che continui a raccontare il Piemonte nel mondo » dichiara Marina Chiarelli , assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

L’assessore Gallo porrà al centro la tutela degli ambienti tartufigeni e il rapporto strettissimo tra tartufo, suoli e alberi. In Piemonte le principali aree riconosciute comprendono Langhe, Roero e Monferrato, i boschi dell’Appennino alessandrino e le colline torinesi. Per conoscere meglio questo patrimonio, la Regione Piemonte, insieme a IPLA, ha aggiornato le Carte di attitudine dei suoli e di potenzialità territoriale, che individuano oltre 333 mila ettari ad attitudine alta o media per il tartufo bianco in 441 Comuni vocati. « La tutela del tartufo comincia molto prima della raccolta: nasce dalla salute dei suoli, dalla presenza degli alberi giusti e da una gestione attenta del territorio – aggiunge Gallo –. Di fronte agli effetti del cambiamento climatico dobbiamo agire oggi, sapendo che i risultati richiedono tempo. Con Tuber Next Gen 2026 investiamo sul futuro: mettiamo a dimora nuove piante nelle aree vocate e affidiamo alle nuove generazioni conoscenze e strumenti per custodire un patrimonio che unisce biodiversità, paesaggio ed economia locale ».

Tuber Next Gen 2026: nuove piante e conoscenze per la prossima generazione

A conclusione dell’incontro sarà annunciato l’avvio di Tuber Next Gen 2026 . Dopo l’edizione 2025, dedicata alla pianificazione territoriale delle aree tartufigene, il nuovo progetto di Regione Piemonte affronterà il tema della gestione: mettere a dimora piante tartufigene in aree vocate e verificate, mostrare le corrette tecniche di impianto e di cura e trasmettere le conoscenze alle nuove generazioni. A seguire, alle 18, nello Spazio Foreste, Montagna e Biodiversità, sarà proiettato il documentario “Il mondo del tartufo in Italia. Storie di alberi, cani e cercatori” , promosso dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo, da FNATI e dall’associazione CerCa. Il cortometraggio ha accompagnato il percorso che ha portato al riconoscimento UNESCO del 2021.

Fonte: ilcorriere.net


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