C’è un tempo lungo, quasi invisibile, che attraversa i territori delle Langhe. È il tempo del tartufo, che non si misura in stagioni ma in anni, in equilibri delicati tra uomo e natura. Ed è proprio su questo tempo che oggi si innestano nuove progettualità, tra Alba e Grinzane Cavour , con un obiettivo comune: riportare il tartufo dentro una visione attiva del paesaggio.
Ad Alba, nell’ambito delle riflessioni sul Parco Tanaro , prende forma l’ipotesi di una tartufaia didattica . Un’idea che non nasce come intervento isolato, ma come possibile risposta alla gestione e alla valorizzazione di alcune aree verdi urbane.
L’assessore all’Ambiente Roberto Cavallo chiarisce il senso di questo percorso: “Stiamo lavorando con le associazioni di tartufai per ipotizzare la realizzazione di una tartufaia didattica. È un progetto che può aiutarci anche nella gestione di alcune aree verdi, che rappresentano sempre una sfida dal punto di vista manutentivo” .
L’ipotesi è ancora in fase di costruzione e si muove su più fronti. Da un lato ci sono le aree del Parco Tanaro , dove sono in corso valutazioni anche sulla disponibilità dei terreni; dall’altro emerge l’attenzione per spazi già esistenti ma oggi poco valorizzati, come il Parco delle Terrazze, uno spazio ampio, segnato da camminamenti e strutture realizzate negli anni passati e oggi bisognose di una nuova visione.
“Stiamo ragionando su più possibili localizzazioni – prosegue Cavallo – e allo stesso tempo stiamo cercando di coinvolgere i diversi soggetti del territorio. L’idea è quella di costruire un progetto condiviso, perché solo così può avere una prospettiva reale” .
Il riferimento non è soltanto tecnico, ma anche metodologico: mettere insieme competenze, esperienze e presenze già attive per dare continuità a un intervento che, per sua natura, richiede tempo.
Se ad Alba il progetto è ancora in evoluzione, a Grinzane Cavour una strada simile è già stata intrapresa.
Lungo la provinciale che conduce al castello, è stata recentemente ampliata una tartufaia a libera ricerca , con la piantumazione di nuove piante micorizzate che si aggiungono a quelle già messe a dimora negli anni scorsi. Un intervento che guarda lontano, sia in termini ambientali sia culturali.
Il sindaco Gianfranco Garau sottolinea il valore di questa scelta: “La tartufaia è un progetto importante perché punta a salvaguardare il tartufo bianco attraverso la messa a dimora di nuove piante. È un investimento che richiede tempo, ma che riteniamo fondamentale per il futuro del territorio, un gesto che è sinonimo di cura e costanza” .
La scelta dell’area non è casuale. Si tratta di uno dei pochi spazi verdi pubblici disponibili, in un contesto dove la pressione urbanistica ha progressivamente ridotto le superfici libere. Da qui la volontà di coniugare tutela e valorizzazione.
“Ci sembrava giusto intervenire proprio su uno degli spazi pubblici a disposizione – aggiunge Garau – valorizzandolo attraverso il prodotto simbolo del nostro territorio” .
Il progetto ha coinvolto più realtà locali, tra cui l’ Associazione Tartufai di Alba , e si apre anche a una dimensione educativa. Tra le prospettive c’è infatti il coinvolgimento delle scuole, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni una cultura del territorio legata alla cura e alla conoscenza.
Fonte: targatocn.it


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