Introdotto il ravvedimento operoso, ma la battaglia contro il “doppio balzello” continua
Di seguito il comunicato stampa dell’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana (Amscil)
L’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana (Amscil), a seguito dell’assemblea ordinaria dei soci tenutasi il 18 marzo scorso , annuncia importanti sviluppi nel contenzioso in atto con la Direzione Generale Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata.
Una vittoria parziale: il riconoscimento del ravvedimento operoso. In antitesi con quanto finora sostenuto dagli uffici regionali, -spiega il portavoce Antonio Pagano-l’Amministrazione ha ufficialmente introdotto la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso per il pagamento tardivo della tassa annuale di ricerca e raccolta tartufi oltre la scadenza del 31 gennaio. Questa apertura, comunicata dal Comando Regione Carabinieri Forestale “Basilicata” in data 17 marzo 2026, rappresenta una parziale vittoria per Amscil, che da tempo denunciava l’illegittimità di sanzioni automatiche e vessatorie per i meri ritardi nei versamenti.
L’ammissione implicita: il contributo è unico. Nonostante la Regione continui a sostenere l’esistenza di un “doppio pagamento” (tassa di rilascio/rinnovo e tassa annuale) , il nuovo strumento di calcolo per il ravvedimento operoso pubblicato sul portale regionale smentisce nei fatti tale interpretazione.-assicura Pagano che aggiunge: “Il foglio di calcolo ufficiale imposta infatti come base del debito d’imposta unicamente la cifra di € 92,96. Questa impostazione conferma la tesi di Amscil: la tassa prevista dalla L.R. 35/95 è unica.
L’Associazione critica tuttavia la natura “empirica” e poco pratica del sistema di calcolo adottato, che costringe il cittadino a procedure farraginose per determinare interessi e sanzioni ridotte.
Ricorso al TAR e tutela dei soci. L’assemblea dei soci ha deliberato all’unanimità di procedere con un ricorso dinanzi al TAR Basilicata. L’azione legale mira a contestare non solo il tentativo di imporre un’ingiustificata duplicazione tributaria, ma anche le modalità d’esame per il tesserino tartufi introdotte senza la dovuta consultazione delle associazioni di categoria.
In forza di questi sviluppi, AMSCIL dichiara la propria disponibilità a patrocinare le richieste di rimborso per tutti i cercatori che siano stati ingiustamente sanzionati per aver pagato la tassa regionale oltre il termine del 31 gennaio. L’Associazione invita i cittadini interessati a contattare la segreteria per istruire le pratiche di recupero delle somme indebitamente versate o contestare i verbali elevati.
“Non permetteremo che una gestione ambigua dei flussi di pagamento si traduca in una vessazione per i cittadini che operano in buona fede” – conclude il presidente di Amscil Antonio Pagano.
Fonte: basilicata24.it


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