VENEZIA – Una tassa di 100 euro per la ricerca e la raccolta dei tartufi in Veneto. È una delle novità contenute nella legge approvata ieri dal Consiglio regionale, convocato per la prima seduta dopo la pausa estiva. Il via libera è arrivato dalla maggioranza di centrodestra, mentre l’opposizione di centrosinistra si è astenuta, dopo un’accesa disputa tra Andrea Zanoni (Partito Democratico) e Joe Formaggio (Fratelli d’Italia).
Nel modificare la norma risalente al 1988, Zanoni proponeva ad esempio di ragionare sull’abbigliamento dei 5.000 tartufai stimati in Veneto: «Se sei troppo mimetico e ti muovi in maniera un po’ particolare, magari sei abbassato perché stai raccogliendo il tuo tartufo, potresti essere scambiato per un animale selvatico E considerato il numero di cacciatori». Il dem ha poi ironizzato sul “balzello” di 100 euro: «La destra ha sempre detto: “Siamo contrari alle tasse”. Se mettono la tassa, vuol dire che c’è una motivazione. Quella più lampante che vedo, è il buco creato dalla Superstrada Pedemontana Veneta…». Formaggio è sbottato: «Mi soffermo ancora una volta sul modo sinistro che la parte sinistra di quest’aula ha nell’approccio anche di una legge semplice, bella, simpatica, come quella sui tartufi. Non stiamo parlando di acciaierie, cementifici…». Il meloniano ha poi invocato la libertà del tartufaio: «Non deve essere la Regione del Veneto a mettergli una guardia immediatamente sopra il collo e soprattutto non deve essere la Regione del Veneto a dirgli come vestirsi. Perché altrimenti, e mi rivolgo sempre alla parte sinistra di quest’aula, con le vostre manifestazioni in giro anch’io avrei qualcosa da dirvi come dovete vestirvi sopra i carri». Zanoni ha chiesto di poter ribattere, ma la vicepresidente Francesca Zottis (Pd) ha negato la replica perché il collega «non è stato offeso», in quanto Formaggio «ha detto “sinistra” in riferimento al gruppo». Il dem non ha gradito, leggendo negativamente l’uso del termine. Ma così è andata e la legge è stata approvata.
Ha detto il relatore leghista Filippo Rigo: «Il tartufo può diventare non solo uno strumento per una gestione più consapevole del territorio montano e contrastare lo spopolamento, ma anche per dimostrare che anche per questo prodotto il Veneto può giocare un ruolo di primo piano». Il correlatore Arturo Lorenzoni ha invece espresso la delusione dell’opposizione: «Questa legge rimane in superficie, non va ad incidere e a creare delle condizioni nuove perché questo settore possa realmente crescere e possa realmente prosperare».
Fonte: ilgazzettino.it


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