A Rosignano Monferrato con il progetto “Rosignano Accoglie – Saperi e Sapori in Monferrato”
Da poche settimane in Area Castellari – nell’ambito del Progetto Borghi PNRR, vinto dal Comune di Rosignano Monferrato con il progetto “Rosignano Accoglie – Saperi e Sapori in Monferrato” si e’ avviato il secondo step delle piantumazioni per proseguire nell’opera di completa sistemazione dell’area posta a ridosso del centro storico. Mentre si attende l’avvio della piantumazione dell’uliveto sperimentale che prevede la presenza di oltre duecento piante di ulivo e che sarà realizzata da un Privato a seguito dell’apposito bando emanato dal Comune, l’Associazione Tartufai Valle Ghenza – in collaborazione con Comune e vivaisti – ha portato a compimento un impornante intervento. In uno apposito ampio spazio fino ad ora incolto – posto all’ingresso dell’Area e pressoche’ di fronte ai già ‘ rigogliosi “Orti sperimentali” – l’Associazione Tartufai ha provveduto a piantumare alcune decine di piante da tyarufo, realizzando – quindi – una innovativa “Tartufaia sperimentale” che svolgerà il doppio ruolo di area di “sperimentazione in campo” di varietà diverse di piante tartufigene e di “tartufaia protetta” ove svolgere anche attività didattiche e di cerca guidata del tartufo stesso, senza dimenticare che il territorio Rosignanese puo’ fregiarsi anche del titol odi territorio Unesco – patrimonio immateriale delel’Umanità – proprio per la “cerca e la cavatura del Tartufo” fin dal dicembre 2021. “Tra le oltre 40 piante messe a dimora ai fini sperimentali e didattici, si contano roverelle, cerri, olecci e carpini neri : esse sono state èmicorizzate con due specie di tartufi neri (estivo e nero pregiato) e ci attendiamo neri prossimi anni risultati senza dubbio interessanti” spiega l’esperto rosignanese Emanuele Rendo ed il presidente dell’Associazionea Tartufai Valle Ghenza, Luca Salvaneschi.
Accanto alla piante da tartufo, si e’ avviato un esperimento altrettanto importante e di grande rilievo agro aimentare e di salvaguardia delle piu’ antiche “cultivar” locali. Sono stati, infatti, poste a dimora 33 portainnesti selvastici di melo, susino, pesco, ciliegio, mirabolani selvatici per la conservazione varietale delle antiche “cultivar” tipiche del monferrato e del territorio rosignanese in particolare. “Dalle pesche Albertine gialle e bianche, alle pesche Giubileo, dalle ciliegie “grafgnon e dure’, alle pere di San Giovanni, ai puim bianc, bum banana e ciucarina lcoale : sono queste le denominazioni tipiche con cui sono note talune varietà di frutti locali in via di estinzioni che in tal modo non solo vengono salvaguardati e tradmessi alel generazioni future, ma potranno essere oggetto di altrettante Denominazioni comunali, utilizzate per ricette della cuna locale, riprodotte in un prossimo futuro per altri coltivatori ed estimatori delle psecie rare ed a rischio estinzione” commentano Emanuele Rendo ed il sindaco Cesare Chiesa. Un progetto di grande impatto ambienbtale e di rilevanza non solo scientifica ed agricola . sarà possible seguire – tempo per tempo – l oviluppo di qieste nuove piantumazioni e nel contempo si e’ risanata una vasta area comunale sino ad ora incolta, restituenmdole socp oe dignità. Un’aera ove sarà possibile – per i visitatori e per gli amanti della camminate – anche percorrere sentieri fioriti (l’ampio roseto piantumato lo scoprso anno) ed arere ora coltivate (gli orti, il frutteto, la tartufai, e – a breve – l’ulbveto) addendtrandosi, infine, in altre one ancora piu’ boschive ma comunque ben manutenute dal personale comunale. A due passi dal centro storico e da comodi parcheggi.
Fonte: monferratowebtv.it


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