«Abbiamo bisogno di risorse, il nostro impegno è massimo, ma serve un supporto concreto». È questo l’appello lanciato dall’associazione mantovana cercatori ditartufi Trifulin mantuan di Borgocarbonara.
Le quote per i soci sono già state ritoccate al rialzo, ma le attività per salvaguardare e curare i luoghi vocati del Basso Mantovano sono onerose. Inoltre, a peggiorare il quadro, la scarsità di prodotto registrata nelle ultime due stagioni. Un trend che preoccupa perché, secondo gli esperti interpellati, la penuria di prodotto sarebbe da imputare ai cambiamenti climatici, in particolare alle temperature del periodo estivo. Una situazione che ha già portato a posticipare l’avvio della stagione di cerca e cava da metà settembre al primo di ottobre. A confermare l’ipotesi c’è anche il fatto che quest’anno i tartufi sono stati trovati più in abbondanza del solito, ad altitudini più elevate, alle quote di media collina.
«In questo contesto prendersi cura delle tartufaie diventa essenziale – spiegaMarco Menghini, segretario dell’associazione dei Trifulin– Questo comporta impegno e anche costi significativi che superano i 20mila euro all’anno. Attualmente ci autofinanziamo con le quote sociali, ma non possiamo certo alzarle ancora, siamo al massimo, considerando anche che quest’anno il Basso Mantovano ha prodotto poco. Dobbiamo sostenere gli affitti dei terreni, le pulizie, poi abbiamo un trattore che ha bisogno di manutenzione, è molto datato. Se avessimo i fondi, potremmo ampliare la nostra azione, curando altre aree di produzione, rispetto a quelle che già seguiamo».
I lavori nelle tartufaie sono iniziati subito dopo la chiusura della stagione di ricerca del bianco pregiato. Gli interventi servono alla salvaguardia dell’ambiente e delle condizioni in cui cresce il tartufo. Questo comporta una continua pulizia delle aree, la cura delle specie arboree che favoriscono la produzione del fungo e la sostituzione di quelle ammalorate, mantenendo inalterato l’equilibrio della tartufaia. Nei mesi estivi vengono garantite le irrigazioni di soccorso per prevenire eventuali essicazioni dei piccoli astoni di pioppo messi a dimora in inverno. Ci sono poi la potatura e lo sfalcio di erba e infestanti. Va ricordato che il consigliere regionale Pd Marco Carra aveva presentato un emendamento al bilancio regionale, chiedendo 50mila euro per le realtà legate al tartufo: emendamento bocciato. Negli ultimi giorni l’associazione ha chiesto un colloquio con il presidente della Provincia Carlo Bottani per sottoporgli la situazione: dalla sua segreteria è stata data disponibilità.
Fonte: gazzettadimantova.it


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